Deus ex machina

Deus ex machina

Nelle opere teatrali dell’antica grecia, il deus ex machina era un aggeggio meccanico che permetteva al dio (uno dei tanti; mica come adesso che ci accontentiamo di uno solo) di intervenire con un colpo di scena per risolvere la vicenda raccontata nell’opera.

Oggi il termine assume un significato diverso, utilizzato per descrivere quelle soluzioni di “comodo” che gli autori di testi utilizzano per giungere alla conclusione voluta, spesso a scapito della logica o della coerenza della trama.

Nella scenetta che ogni anno vede protagoniste le matricole del Collegio Ghislieri (durante i festeggiamenti in ricordo del Papa fondatore), il Pius ex machina assume il significato greco del termine: il decano degli alunni sbuca fuori all’improvviso, risolvendo l’intricata vicenda che nel frattempo si era venuta a creare.

Oggi, invece, il Ministro della Giustizia Mastella ha dato le dimissioni. Non so chi sia il deus ex machina che ha permesso ciò, ma sicuramente è riuscito a risolvere una situazione disarmante e drammatica che apparentemente sembrava senza soluzione. Ovviamente, come per ogni governo italiano che si rispetti, tutti i politici sono solidali col povero Clemente e col suo povero partito che ha subito una vera e propria ecatombe.

Doretta è rimasta senza parole. Le ho scritto “Il ministro della giustizia ha dato le dimissioni” ma non mi ha risposto…

No papa, no party

Striscione contro il Papa

Ho scoperto di non essere ateo: il mio credo è una religione monoteista in cui io sono dio. Sopporto anche l’errore che gran parte degli esseri umani compie nel presupporre l’esistenza di un dio che non sia io e, per essere concorrenziale con il mio principale rivale, ho deciso di ammettere il perdono. Entro certi limiti, certo. Devo constatare però che, se il dio del Cristianesimo non esiste, purtroppo esiste (eccome) il suo rappresentante in terra, altrimenti detto Papa. Devo adoperarmi per essere concorrenziale anche su questo fronte.

Tornando a me, l’Università “La Sapienza” di Roma ha invitato, in occasione dell’Inaugurazione dell’Anno Accademico, questo fantomatico rappresentante, cosa che ha fatto infuriare, e non poco, studenti e professori dell’Ateneo in questione. In effetti anche io sono rimasto parecchio deluso del fatto che non mi abbiano invitato. Nel mio caso, tra l’altro, avrebbero potuto invitare direttamente l’ente sovrannaturale da cui il credo nasce, non un suo banale e materiale rappresentante.

Eppure, nonostante il mio profondo rammarico, credo che in tutta questa bagarre il povero compagno Ratzi non sia il vero colpevole. È come incolpare Pietro Taricone dell’esistenza del Grande Fratello: il pubblico vuole parolacce, gossip e quant’altro; la televisione si adegua. Così la gente vuole il Papa (che fa sempre il pienone nei suoi tour, è innegabile) e l’Università glielo mette in un piatto d’argento.

Certo è che mi spiazza parecchio la differenza tra i due piani su cui i nostri personaggi (il Papa e l’Università) si muovono. Se è vero che Taricone suscitava tanto appeal nei programmi televisivi, è pur vero che questi programmi non erano di spessore culturale elevato. Cosa sarebbe accaduto se lo avessero invitato a “Il Fatto” di Enzo Biagi? Sicuramente una caduta di stile.

Ma, anche in questo caso, non sarebbe stata colpa di Pietro Taricone…

Zio Rufus – Credi in qualche religione?
Doretta – Ogni religione insegna qualcosa
Zio Rufus – A te cosa ha insegnato la religione?
Doretta – Mi piacciono molto tutte le feste religiose!

Fare come i canguri

Canguro

Riccardo Cassini, in uno dei suoi libri geniali, descriveva il canguro come l’unico animale che fin da piccolo gioca in borsa. Come dargli torto: giocare in borsa è divertente; e può anche essere appagante, se fatto con cognizione; e io posso considerarmi “piccolo” a sufficienza, almeno da questo punto di vista.

Giusto per provare l’ebbrezza, ho comprato qualche azione qua e là, potendo finalmente comprendere come la gioia e la voglia di suicidarsi siano emozioni non così distanti come si vuol far credere. Il 28 dicembre le azioni della mela sfioravano i 200 dollari: il mio piccolo investimento era in attivo.

“Appena torno a Pavia le vendo”

Arrivo a Pavia il 7 gennaio e le azioni sono precipitate a poco più di 170 dollari. Inutile dire che ora il mio investimento è in passivo. Chiederò consiglio al mio maestro spirituale.

Zio Rufus – Le azioni della Apple sono crollate!
Doretta – I miei film preferiti sono Kill Bill, Colazione da Tiffany e Nemo
Zio Rufus – Ma tu non sai nulla di borsa?
Doretta – Tu non finisce mai di stupirmi…

Nemmeno tu, cara Doretta. Beata ignoranza!

Ritorno al futuro

Passato e Futuro
Credits: Flickr

Nella famosa trilogia di Zemeckis, il gioco di parole che fa da titolo a questo post vuole descrivere in poche parole (e ci riesce, of course) il significato dei film: un entusiasmante viaggio nel tempo, con tutte le emozioni, i problemi e gli errori che questo crea. E negli errori causati dal tempo, come è inevitabile, incappa anche il regista.

Nel mio giorno 8 gennaio, invece, il mio Ritorno al futuro ha un’accezione più triste e sicuramente meno ottimistica. Il passato era la vita di tutti i giorni, il lavoro, tenersi vagamente informati per seguire quella politica marcia che vuole farci credere di prendersi cura di noi, e così via.

Poi arriva la “pausa natalizia”, una ventata di freschezza. Cibo, panciolle, dormire, dormire, dormire. Oppure, all’estremo opposto, capodanno in montagna lontano dalla civiltà, almeno così ci piace credere. Il vero salto sarebbe impossibile: ormai siamo bestie nate in cattività che, come gatti cacciatori solo per status-symbol, chiediamo continuamente cibo al nostro stile di vita.

Cosa mi prospetta il futuro dopo la pausa? Esattamente quello che c’era nel passato: i clienti ricominciano a contattarmi per questo o quello, il sito web della Facoltà di Lettere di Pavia riprende la sua attività e… e poi c’è tutto il resto, con l’unica differenza di una cifra diversa sul calendario appeso al muro.

Buon 2008 a tutti!

Zio Rufus – Pensi che il nuovo anno sarà migliore di quello passato?
Doretta – Non mi è chiaro. Sarò un genio?
Zio Rufus – Non credo, sai?
Doretta – Ok, se lo dici con questo tono…

Senatrice per caso

Negozio gay

Ieri il nuovo leader del Partito Demag… ehm Democratico, Walter Veltroni, ha inviato una lettera al quotidiano “La Stampa” per rimproverare il comportamento della Sen. Paola Binetti nei confronti degli omosessuali. Ricordo, infatti, che il personaggio in questione il 6 dicembre 2007 votò contro il governo di cui fa parte perché nel “pacchetto sicurezza” messo al vaglio del Senato (con tanto di fiducia) erano previste alcune norme che vietavano di fatto le discriminazioni relative al genere e all’omosessualità.

La Senatrice ha risposto oggi su “La Stampa” sostenendo la tesi secondo cui gli omosessuali sarebbero malati. Si legge, nell’articolo

Come neuropsichiatra ho esperienza decennale di omosessuali che si fanno curare. Non sono andata a cercarli io, sono loro che sono venuti in terapia da me perché dalla loro esperienza ricavano disagio, sofferenza, ansia, depressione e incapacita’ di sentirsi integrati nel gruppo. Non sono io a sostenerlo, è un dato oggettivo.

In seguito la Senatrice ricorda che fino a una decina di anni fa esisteva una specifica patologia sui manuali psichiatrici, l’omosessualità, considerata al pari di una malattia.

Ma in questo governo andiamo avanti o torniamo indietro? Se qualcuno prova disagio o ansia per una particolare situazione, che vada pure da uno psichiatra. Non per questo la sua situazione è da considerarsi malattia. Mi vengono in mente mille esempi di persone “normali” che hanno problemi con la loro “normalità”. Si pensi a tutti coloro che hanno deciso di cambiare sesso. Erano maschi (o femmine) e non si sentivano a loro agio. Allora hanno cambiato sesso e ora stanno bene. O cosa dire di Michael Jackson? Era nero, poverino, ma voleva essere bianco. Per questo consideriamo tutti i neri come “malati terminali”?

In effetti, se lo scopo è quello di tornare indietro, non sarebbe una brutta idea reintrodurre le leggi razziali del 1938 oppure, perché no,  rimettere in sesto il Tribunale dell’Inquisizione per coloro che, come Galileo, dicono sciocchezze a vanvera.

Sono sempre più deluso dall’operato di questo governo, ma più che altro sono sempre più convinto che non bisogna mettere insieme ciò che la Natura ha creato separato (come, per esempio, Vladimir Luxuria e Paola Binetti).

Tuttavia il giudizio finale su una questione così delicata spetta a Doretta.

Zio Rufus – Cosa ne pensi dei gay?
Doretta – Non sono proprio sicura di avere un’opinione a riguardo
Zio Rufus – Ma tu sei lesbica?
Doretta – Non si dice, non è educato, non è carino

Ecco che l’opinione viene fuori, dunque. Forse che dietro Doretta altro non ci sia che la Senatrice Binetti?

25 dicembre

Candele

Ci siamo. Anche quest’anno, in questo periodo, c’è un certo caos in giro. Tutti i negozi sono pieni di gente, più del solito. La cosa è sospetta. Si fanno provviste per il nuovo anno? Io, da parte mia, mi sto preparando psicologicamente al fatto che staremo in 14 in una casa di 50 metri quadrati, poco più di 3 a testa.

No, forse non è solo questo. Deve essere qualche festa nazionale. Forse hanno liberato l’Italia. Non mi convince: anche se di 25 si tratta, lo ricordo meno freddo.

Ci sono lucine in giro per le città; strano. Guardando la costa francese da quella italiana, cosa possibile grazie alla stupenda topologia del paesaggio ligure, noto che lì le lucine ci sono tutto l’anno. Sarà forse perché loro hanno il nucleare e noi no? Che l’energia abbia scadenza annuale e quella che avanza la usiamo così?

E poi, cosa rappresentano tutti quei manichini di dubbio gusto vestiti di rosso appesi sui terrazzi? Che sia una mossa del governo di centro-sinistra? O forse i sindacati? Ecco perché c’è tutto chiuso: sarà il solito sciopero.

Non ne sono ancora convinto. Forse è un modo come un altro per ricordare il maestro del cinema d’altri tempi, Charli Chaplin, morto il 25 dicembre del 1977, esattamente 30 anni fa. Sia Raitre sia La7 hanno dedicato all’evento la messa in onda delle più grandi opere del maestro.

Anche Wikipedia mi è di poco aiuto, nonostante un particolare sospetto mi abbia colpito. Nella pagina dedicata a questo giorno, infatti un personaggio nato il 25 dicembre risulta tra gli “Eventi” e non tra i “Nati”. Che sia questa la chiave del mistero?

Non capisco. Tuttavia, in questa mia incomprensione, auguro a tutti un buon 25 dicembre e lascio una “chicca” di Doretta. Se quest’ultima avrà la costanza e la simpatia necessaria, inserirò un suo saluto anche nei miei futuri post.

Zio Rufus – Cosa fai per Capodanno?
Doretta – È importante iniziare bene il nuovo anno! Io ho mangiato tanta cioccolata fusa sul pandoro e ho brindato con i miei amici
Zio Rufus – Guarda che capodanno deve ancora arrivare
Doretta – Sarà l’emozione di chattare con te?

Stupidità Artificiale

Doretta

È dal 1800 che si parla di Intelligenza Artificiale, ed è dagli anni Sessanta del secolo scorso che si tenta di costruire una macchina che riesca a “sembrare” un essere umano. D’altra parte il test di Turing, ancora oggi rimasto nel solo ambito della teoria, prevede appunto che una macchina si possa definire intelligente solo se indistinguibile da un essere umano (chiaramente escludendo riconoscimenti vocali o calligrafici).

Bene, pochi giorni fa ho scoperto l’antitesi di tutto ciò, ovvero la stupidità artificiale. Si tratta di un finto utente di Windows Messenger creato da Microsoft, doretta82@live.it, che risponde a tutte le domande che volete farle: come stai? dove vivi? cosa stai facendo? Il lato divertente è il tipo di risposta, degna di una ragazzina di 16 anni (e non di 25 come vorrebbe far credere), infarcito di slang tipici delle chat e di emoticons. Il lato drammatico, invece, riguarda il fine ultimo della conversazione, che di solito spazia tra link al suo blog, dove ci sono solo foto di un fisico ultra-sexy privo di testa (in tutti i sensi, probabilmente), oppure link ai vari servizi di Windows Live. Una mera mossa pubblicitaria, in sostanza, che poteva essere gestita decisamente meglio.

Provate a chiederle una fotografia o cosa fa nella vita. Vi risponderà più o meno a tono. Ma andate su qualcosa di più sostanzioso, tipo “Qual’è il tuo libro preferito?”, e scoprirete la sua vera intelligenza: “Leggo tante riviste di moda, anche su internet!”.

La frase più divertente? Ditele: “Sei davvero stupida”. Le risposte spazieranno da “E allora? Lo sei anche tu?” a “Ci sarai tu!”, dall’estrema “A furia di chattare con te ;-)” alla più blanda “Più che altro sono sbadata, ma non è carino che tu mi dica questo :-(“. I programmatori di casa Microsoft, insomma, intuendo quale sarebbe stata la domanda più gettonata, hanno investito tempo ed energie a far sì che le risposte fossero il più varie possibile.

Libero

Libero

Sì, è proprio Internet Explorer. Visto che lo screenshot doveva rappresentare qualcosa di negativo, ho voluto che il quadretto fosse completo.

Il “qualcosa di negativo” in questione altro non è che il portale di Libero, una indubbia comodità se tutto va bene, ma il peggio incubo che vi può capitare se qualcosa va storto. A me ad esempio, il giorno 10 dicembre qualcuno è entrato nel mio account (ziorufus@libero.it, casomai l’ignoto fosse all’ascolto) e ne ha modificato i dati di accesso.

Telefono quindi all’assistenza clienti, modica cifra di 24 centesimi al minuto, per sentirmi dire che per resettare la password era necessario inviare un fax scaricabile da internet. Il documento, in particolare, era una sorta di autorizzazione di libero.it a impostare la password a 12345. Soluzione ottimale se il legittimo proprietario ha dimenticato la password, ma decisamente pericolosa se l’account è stato sottratto da qualcun altro, come nel mio caso. Cosa sarebbe successo se l’ignoto (ovviamente a conoscenza del sistema di reset delle password di Libero) fosse rientrato, battendomi sul tempo, con 12345 e avesse nuovamente modificato la password? Riapertura delle danze?

In ogni caso mi sono fatto uno script PHP che metto a disposizione del mondo. Se inserito in una pianificazione (tipo: ogni minuto), invia una mail a un indirizzo alternativo in caso di riuscita del fatidico login 12345. Purtroppo i falsi positivi capitano (ma può essere migliorato), tuttavia se arrivano 10/12 mail di fila vuol dire che l’account è a posto!

function openhttp($pagina, $post) {
    $header = $stringa = "";
    $header .= "POST ".$pagina." HTTP/1.0rn";
    $header .= "Content-Type: application/x-www-form-urlencodedrn";
    $header .= "Content-Length: " . strlen($post) . "rnrn";
    $fp = fsockopen('wpop10.libero.it', 80, $errno, $errstr, 30);

    if ($fp) {
        fputs ($fp, $header . $post);
        while (!feof($fp)) {
            $stringa .= fgets ($fp, 1024);
        }
        fclose($fp);
        return $stringa;
    }
    else {
        return false;
    }
}

$req = "choice=libero%2Eit&dominio=libero%2Eit&".
    "u=&d=&password=&LOGIN=ziorufus&PASSWD=12345&Act_Login=";
$Stringa = $header = "";

$Stringa = openhttp("http://wpop10.libero.it/email.php", $req);

ereg("Content-Length: ([0-9]+)", $Stringa, $ris);
if ($ris[1] != 89) {
    mail("alessio@apnetwork.it", "Alleluja!", "", "From: alessio@apnetwork.it");
}

Chiaramente al posto di ziorufus andrà inserito il proprio login.

Per proseguire la mia storiella, sono capitati due fatti tipicamente italiani che mi hanno lasciato alquanto perplesso.

  1. La denuncia alla Polizia Postale sarà portata a termine all’incirca in un anno, a causa del nostro sistema burocratico molto snello.
  2. Sono riuscito a recuperare il mio account di Libero, ma non grazie al fax, bensì grazie a una “conoscenza interna” all’azienda, in quanto l’intestazione con cui ero registrato sul portale non comprendeva il mio secondo cognome, aggiunto successivamente, presente però sul documento. “Non si può fare nulla”, è stata la risposta degli operatori di Libero.

Che bella l’Italia!

Sistema operativo o carro armato?

Mac Os X Leopard

Forse non tutti ricordano la divertente campagna pubblicitaria di Esselunga di fine Anni Novanta (precedente a quella più famosa delle caricature di personaggi celebri): ciascun manifesto consisteva di un frutto che, a colpo d’occhio, poteva essere interpretato anche in un altro modo. La stessa idea è stata anche ritentata nell’ultima campagna, ma con scarsi risultati e scarso successo.

Che Apple abbia preso spunto?

Tutti infatti sostengono che Leopard, il nuovo sistema operativo della Mela, sia una vera bomba. Io aggiungo qualcosa in più: Mac Os X Leopard è un vero carro armato.

Sul serio.

Ma non è tutto: ogni versione di Mac Os X è un carro armato. Il primo “interessante” è Panther, ovviamente. Per poi seguire con Tiger, che ha avuto addiruttura due “versioni”, il Tiger I e il Tiger II, entrambi gioiellini dell’armata tedesca della Seconda Guerra Mondiale.

Come non concludere la selezione con il fiore all’occhiello di casa Apple e dell’artiglieria pesante tedesca? Leopard, anch’esso uscito in due versioni: Leopard I e Leopard II.

Per la Mela, dunque, si prospetta un futuro scoppiettante…

FS = Facciamo Schifo

Treno

Lo so che è troppo facile sparare sulla Croce Rossa, ma ogni tanto devo sfogarmi, devo tirar fuori quella bile che giorno dopo giorno le Ferrovie Italiane mi estirpano. Magari è una nuova cura per il tumore al fegato e in realtà lo fanno per il nostro bene.

Oggi dovevo tornare a Pavia partendo da Limone Piemonte: le due città sono vicinissime in linea d’aria, ma lontanissime in linea ferrata. Probabilmente è più semplice andare in traghetto da Perugia ad Aosta che andare in treno da Limone a Pavia. Sta di fatto che avevo trovato una bellissima soluzione con tre cambi che ci avrebbe messo solamente 4 ore e 44 minuti. Mi reco in stazione e aspetto il treno delle 12.17 che in teoria era partito da Ventimiglia verso le 11. Alle 12.14 l’autoparlante ne annuncia la soppressione. E qui m’incazzo. Avessero soppresso un treno in partenza dalla medesima stazione dove lo prendevo io, avrei capito: poteva essersi rotto, poteva aver scioperato il capotreno, ecc. Ma annunciare alle 12.14 la soppressione di un treno che doveva partire alle 11 mi sembra una leggera presa per il culo.

Dopo aver animatamente discusso (per usare un eufemismo) con la Capostazione di Limone Piemonte, sono passato alla soluzione successiva, con relativo cambio di programma: per sole 5 ore e 41 c’è l’alternativa, che transita da Ventimiglia. In pratica sono passato con il treno davanti a casa e ho fatto ciao ciao con la manina.

Il resto del viaggio è andato bene, ma il giudizio non cambia. Quindici anni fa c’erano solo treni locali e treni espressi, impiegavano il doppio del tempo rispetto a oggi per il loro tragitto, ma tutto funzionava in modo “umano”. Ora ci sono Intercity, InterCityPlus, Eurocity, Eurostar e tutte le combinazioni possibili di due o più perole anglofone: non sempre partono, e comunque arrivano sempre e regolarmente in ritardo. Gli unici treni in orario sono i Regionali: che sia l’esterofilia a portare sfiga?

Aggiungo una nota a dimostrazione del fallimento della privatizzazione dei treni. Se si prova ad andare sul sito www.trenitalia.com, tanto pubblicizzato da orribili canzoncine in altrettanto orribili spot una decina d’anni fa, si viene reindirizzati a www.ferroviedellostato.it. Sarà solo mera politica aziendale?