Lavare se stessi bene

fallaci

Il titolo di questo post può avere due significati:

  • la risposta alla domanda: “Cosa dovresti fare oggi?”. Lavare, se stessi bene.
  • la risposta alla domanda: “Cosa devono fare le persone pulite?”. Lavare se stessi, bene.

Ecco, per questo e altri motivi le maestrine della scuola elementare, della scuola media inferiore e superiore dovrebbero lasciare da parte la frustrazione della regolina e riflettere. Almeno come fa l’Accademia della Crusca, che delle regole fa un motivo della propria esistenza, eppure: l’accento su “sé” deve essere utilizzato anche nella formula “sé stesso”, “sé stessa” e varianti. Gli scettici possono guardare qui.

Poi c’è chi può, come Oriana Fallaci: è riuscita a convincere una casa editrice come Rizzoli (che vieta l’uso dell’accento su “sé” nella formula “sé stesso” e variazioni) a lasciare l’accento anche nel titolo del suo libro “Oriana Fallaci intervista sé stessa”.

Maledette emoticon

C’è stata un’era pre-emoticon, vero?

Me lo chiedo, per un motivo semplice: non me lo ricordo. Le emoticon sono talmente radicate ormai nella mia vita da “tastiera”, che non riesco a ripensare a quando nella precedente vita da “carta e penna” non le usavo. Perché tra l’altro anche nell’odierna vita da “carta e penna” le emoticon la fanno da padrone.

Eppure una volta si riuscivano a esprimere gioia, risate, rabbia, tristezza anche senza faccine. Il risultato era garantito, senza segni di interpunzione messi a caso e senza fraintendimenti.

Ora, per esprimere solo a parole gli stessi sentimenti devo pensarci su, sbatterci la testa, magari senza raggiungere l’obiettivo.

Mi verrebbe da dire: che tristezza; ma forse il messaggio non passerebbe come vorrei. Non bene come in questo modo

🙁

Ricorrente

Questo racconto è stato scritto un giorno, a caso, nel tentativo di seguire i suggerimenti dell’ottimo corso di scrittura di Fabio Bonifacci, che ho già consigliato su questo blog e che consiglio ancora. In particolare sono partito da una parola estratta tramite questo sito ed è uscito “beam” che significa “raggio”.

Anche oggi mi trovo in casa, nell’angolo più sperduto, distante dall’uscita. E nemmeno è mia, la casa. Però ha qualcosa di familiare: la conosco in ogni particolare, ma guardandola attentamente sento che non mi appartiene. Ho deciso che voglio uscire. Come ogni giorno. Cerco di muovermi verso l’uscita utilizzando la forza di tutti e quattro gli arti, ma l’operazione è più difficile di quanto immaginassi. Quasi allo stremo delle mie forze, vedo l’uscita sempre più vicina. Questa volta è fatta, penso come ogni volta. E invece, quando l’uscita sembra ormai raggiunta, un’energia al di là delle mie capacità mi riporta nel solito angolino.
Va avanti così da settimane, forse mesi. Non ce la faccio più.

Oggi è l’ultima volta che ci provo, giuro. Se non ci riesco, vorrà dire che mi adatterò alla condizione con cui il destino mi ha obbligato a convivere. Tendo i muscoli, mi muovo verso l’uscita e…

«Svegliati, pigrone, è primavera», mi dice una voce estremamente familiare. La riconosco, è quella della mia mamma. Tento di aprire gli occhi, ma un raggio di luce accecante me lo impedisce. Solo per qualche istante, però, giusto il tempo di riabituarmi al chiarore del giorno.

«Ti ho sentito rumoreggiare, poco fa. Anche quest’anno gli incubi ti hanno tenuto compagnia per tutto il tempo?», aggiunse lei.

«Sì, mamma», ribadii scocciato. «Dormire per venti settimane è una gran cosa, ma non mangerò mai più i peperoni prima di andare in letargo».

Corso di scrittura

Tra tutti i siti che promettono la Luna, mi fido sempre di più di quelli gratuiti. Ci sono infatti pagine che ti spiegano come dimagrire, come trovare l’anima gemella, come diventare ricchi. Una, senza in realtà troppe promesse, insegna come diventare sceneggiatori, come scrivere una storia. Senza sborsare un centesimo.

Come sosteneva Satyro: il mondo è formato da milioni di poeti, ma i narratori di storie si contano sulle dita di una mano.

Il sito in questione è questo. Spero sia di vostro gradimento come lo è stato per me.

Giochi di parole

Lettere

Nella mia peregrinazione a Caldé ho scoperto un mondo che finora mi era praticamente sconosciuto, quello dei giochi di parole.

Sapevo ad esempio che alcuni scrittori, anche famosi, si erano cimentati in acrostici (ovvero poesie o testi in cui le prime lettere di ogni parola o di ogni verso formano un’altro brano o una frase particolare) o anagrammi.

Mi è capitata di recente una di queste esperienze quando è arrivata alla redazione di Inchiostro una poesia in acrostico dedicata a una redattrice del giornale. Trattasi di tale Elfo Solitario, nato e rimasto nel suo anonimato.

Quello che però mi ha stupito per la bravura e per la padronanza della lingua italiana è Salvatore Brandi, ospite alla manifestazione di matematici, che ha composto una parodia del mito della creazione in forma di tautogramma in S, ovvero utilizzando esclusivamente parole che iniziano per la lettera S. Giuro che non pensavo fosse possibile!

Riporto il testo per intero (non è lunghissimo), tratto dal sito Laboratorio Achille Campanile.

Signore sfaccendato spende settimana sistemando superfici sferiche, spargendoci sopra specie strane: salmoni, scoiattoli, somari, scrofe, sorci, scarafaggi.
Sabato, sicuramente stanchissimo, sbaglia: sputa su sostanza sformata, scaturendo singolare soggetto, somigliante se stesso sebbene sprovvisto superpoteri, soprannominato scimmione sapiente sapiente.
Successivamente sottraendogli scampolo situato sotto sterno, sforna sua sposa: secondo sbaglio.
Suddetta signorina sebbene sia stupida, saccente, scocciatrice suscita scalpore scoprendo schiena, seno, sedere; sicché subito soggioga scimmione sprovveduto, spensierati si sollazzano soli sotto stelle splendenti.
Serpente segnala saporita Sacra specialità, signorina segue suggerimento, scimmione succube saggia senza supporre successivi sviluppi.
Signore scorge soggetti sazi, sopraggiunge sbraitando : “Stolti, strafocaste Sacra specialità ???”
“Si, scusaci !”
“Screanzati ! Smammate, sennò sparo saette !”
“Stai scherzando ?”
“Sono serissimo, signorina, sognerai solenne sposalizio, sebbene successivamente spazzerai, sfornerai stufati, sparecchierai, stirerai, spolvererai, senza sosta ! Scimmione, sgobberai sempre, spererai sedurre soavi signorine, sperperando soldi senza successo !”
“Suvvia Signore, sei sommamente severo”
“Silenzio ! Studierete sedici stagioni; sugli stadi sognerete scudetti senza soddisfazione; sentirete suonare Sugarfree, Spagna, Scialpi; sopporterete squallidi show: Sarabanda, Stranamore, Sanremo; sarete sudditi sconosciuti senza scrupoli: Savonarola, Stalin, Savoia, Silvio…”
Senza sentire seguito scapparono, sperimentarono suicidio senza successo, sicché sebbene si siano succeduti svariati secoli, successori seguitano subire simili sciagure.