Il Pungolo

L’avvocato Mills è stato condannato: secondo l’accusa, avrebbe ricevuto una tangente di 600 mila euro per mentire a favore di Silvio Berlusconi, attuale Presidente del Consiglio. In condizioni normali, il Presidente del Consiglio si sarebbe dimesso. Ma noi siamo in controtendenza, per cui si è dimesso il leader dell’opposizione.

Finale col botto

 Veltroni

Che Veltroni fosse un politico mediocre si sapeva. Ci si poteva arrivare da quando il partito è nato: nessu avversario degno alle primarie; ci addormentava con i suoi “ma anche”; non voleva dire il nome di Berlusconi in campagna elettorale. Probabilmente gli faceva paura.

Ora il buon Walter ha deciso di lasciarci. Tuttavia, per fare sì che anche quest’ultima azione potesse avere lo scopo di aiutare il suo amico Presidente del Consiglio, il Segretario del PD ha rassegnato le sue dimissioni nello stesso giorno in cui l’avvocato Mills è stato condannato per aver accettato 600 mila euro di tangenti proprio dal suo amico fraterno. Che così non si è nemmeno dovuto sbattere troppo per fare sì che sui giornali passasse in secondo piano. Altro che Eluana: in confronto alla mossa di Veltroni, sfruttare un coma vegetativo è da dilettanti.

Sul forum di Repubblica i messaggi inviati dai lettori erano chiari: via di mezzo il vecchiume, vogliamo i giovani. Per ora, come risposta, spuntano i nomi di Parisi (68 anni) e Franceschini (50 anni). Non dobbiamo farci però ingannare dall’apparente giovinezza di quest’ultimo, perché la sua tenera età viene ampiamente compensata dalla sua storia: Franceschini è un ex Democristiano iscritto ai Cristiani Sociali.

Brrrr!

Come la Cina…

Quando ho conosciuto per la prima volta di persona una ragazza cinese, uno dei primi argomenti affrontati è stata la censura: è davvero possibile che a più di un miliardo di persone venga nascosto un sistema di offuscamento delle informazioni della portata di quello cinese? La risposta è: sì.

Ebbene, quello che il nostro Parlamento sta approvando è esattamente un procedimento analogo, e il fatto che nessuno sia ancora sceso in piazza per protestare conferma la mia ipotesi: un governo può tranquillamente tenere all’oscuro la popolazione le informazioni “scomode”.

Ora, se un paragone con la Cina può essere forse eccessivo, ricordo che l’emendamento D’Alia appena passato in Parlamento vuole impedire che un sito web infranga la legge, in qualsiasi modo. La norma prevede anche che i provider chiudano immediatamente l’accesso alle pagine incriminate. Quindi se nel mio blog dico: “questa legge mi fa schifo, non rispettiamola”, ho buone probabilità che i provider italiani mi oscurino, perché incitare a non rispettare la legge è reato.

Riporto, sempre per analogia con la Cina, un passo di un articolo di Bloomberg, una delle maggiori agenzie stampa americane.

Italian Prime Minister Silvio Berlusconi, whose allies in the Senate helped pass the measure, owns Mediaset SpA, the country’s largest private broadcaster. Mediaset in July said it sued YouTube and Google for illegally distributing the television company’s content, seeking “at least” 500 million euros in damages.

Berlusconi has campaigned every weekend for the last month for his candidate, Ugo Cappellacci, against rival Renato Soru in the elections for governor of the island of Sardinia, which are scheduled to be held on Feb. 15 and 16. Soru is the founder and owner of 17.7 percent — through a blind trust — of Internet- service provider Tiscali.

Traduzione

Il Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, la cui maggioranza in Senato ha permesso alla legge di passare, possiede Mediaset SpA, la più grossa azienda di telecomuniazioni del paese. Mediaset in luglio ha detto di aver fatto causa a Google e YouTube per aver distribuito illegalmente contenuti video della compagnia, chiedendo almeno 500 milioni di euro di danni.

Berlusconi ha sostenuto, durante i weekend dell’ultimo mese, la campagna elettorale del suo candidato, Ugo Cappellacci, contro il rivale Renato Soru nelle elezioni del governatore della Regione Sardegna che si terranno il 15 e il 16 febbraio. Soru ha fondato e possiede il 17.7% (tramite “blind trust”) dell’internet service provider Tiscali.

Finché un articolo del genere ci darà informazioni che già possediamo, il problema non sussisterà. Il fatto però che noi rimaniamo indifferenti di fronte a questi due paragrafi non è una buona notizia. Svegliamoci!

Specchietto per le allodole

In questi giorni si parla continuamente del caso Eluana. Non c’è giornale, televisione o vecchietto-al-bar che non ne discuta. Se si esclude il calcio, ovviamente. Ora: è davvero così importante fare un “caso” di una questione che tocca una sola persona su 60 milioni di italiani (o, comunque, poche di più)? Non è che dietro tutta questa eco mediatica si cela qualcosa che “se passa in sordina è meglio”?

Ebbene, la mia opinione a riguardo è: sì! In questi giorni i media “governativi” ci sta stordendo con casi di importanza politica pressoché nulla per svariati motivi.

  • Il Governo sta portando avanti la riforma della giustizia, ma sembra che nessuno se ne sia accorto. Solamente Antonio Di Pietro continua la sua lotta, beccandosi pure una denuncia inesistente per aver insultato il Capo dello Stato.
  • Il Parlamento ha approvato una legge che definire razzista sarebbe un complimento: la norma prevede che i medici diventino dei “poliziotti” e denuncino un immigrato clandestino che si presenti al Pronto Soccorso. In pratica il prete ha il segreto confessionale, il medico no. In questo modo, oltre a inasprire ulteriormente i rapporti tra “autoctoni” e clandestini, si rischia maggiormente il dilagare di epidemie a causa degli immigrati malati che preferiscono tenersi la malattia piuttosto che tornare nel loro paese. Consiglio vivamente questi ultimi di andare a confessare al proprio prete di fiducia di essere malati: il segreto confessionale – quello esiste ancora – impedirà una sonora denuncia e, se la malattia del poveraccio di turno è sufficientemente contagiante, magari un po’ di cagarella al curato non fa nemmeno così male.
  • Ieri è stata proposto, all’interno del pacchetto sicurezza, un emendamento che imponga ai provider di chiudere i blog che commettano qualsiasi reato, ivi compresa l’istigazione a non rispettare una determinata legge. Quindi, se un sito esorta ai medici di fare obiezione e di non seguire le direttive della legge espressa al punto due, il provider di servizi deve chiudere l’accesso a quel sito. Mmh… “chiudere l’accesso”… suona molto cinese, eh?