Vacanza scacco

Scacchierona

Direttamente dalla mitica pro-loco di Castelveccana, sotto al tendone che ormai si è evoluto in uno splendido tetto in legno e pietra, ecco un momento clou di ieri pomeriggio: una scacchiera a dimensione quasi-naturale dove poter provare l’ebbrezza di una partita a 360 gradi. Non so cosa si possa definire con una “partita a 360 gradi”, ma in realtà non so nemmeno cosa si intende per “scacchiera a dimensione naturale”: la Torre e il Cavallo sono comunque alti uguali, rapporto che rimarrà ab aeterno innaturale a meno che la genetica non ci venga in aiuto. Forse ai tempi di Troia le cose andavano meglio…

Programma del dopo-cena, serata danzante: un fanatico di Adriano Celentano ci ha riproposto in ogni salsa e con imitazioni (tutto sommato not bad) l’intero repertorio del cantante milanese.

Ora tocca ai giochi matematici, il Penta mi aspetta: cinque quesiti. Molto difficili. Nessuna regola. È possibile utilizzare calcolatrici, amici più bravi, computer, laboratori di ricerca in tutto il mondo, e così via. L’anno scorso la mia Mela mi ha portato alla vittoria schiacciante sugli avversari: ci riuscirà anche quet’anno?

Arrivi e partenze

Rocca di Caldé

Oggi parto finalmente per le vacanze, per quel piccolo paradiso che è Caldé, sul Lago Maggiore, dove ogni anno come di consueto si svolge un meeting di giovani (e non) appassionati di matematica. L’evento si svolge dal 27 al 29 luglio ed è aperto a tutti coloro che hanno voglia di passare qualche giornata diversa. Allego il programma.

Purtroppo, però, non sempre andare in vacanza significa buone notizie. Oggi ho salutato quello che può considerarsi il mio primo posto di lavoro, presso l’azienda Ferrari di Alessandria. Anche se non si tratta di un vero addio, gli impegni pavesi (universitari e non) mi impediscono di permettermi un lavoro da pendolare per più giorni alla settimana, da cui la decisione di “lasciare”. Mi preme sottolineare che l’esperienza è stata fantastica (quante aziende fanno trovare quasi quotidianamente ai dipendenti una torta per la pausa caffé?). Un grazie di cuore a tutti!

Per non finire con l’amaro in bocca, ecco una piccola chicca dedicata a Giulia: ieri sera ho comprato una fantastica racchetta da Tennis per uccidere le zanzare. Che spasso!

Involuzionismo

Profeta in fasce

Sono ateo praticante, e questo si sa. Sono una persona aperta, e anche questo spero si sappia. Ma a tutto c’è un limite. Leggo oggi sul sito di Repubblica che esiste sulla faccia della Terra un bambino che dall’età di tre anni viene considerato un profeta per la sua tendenza “naturale” a predicare le idee del Creazionismo. A parte l’opinione che ognuno di noi può avere sulla mai inflazionata teoria del “chi siamo? da dove veniamo?”, giusta o sbagliata che sia, credo che in ogni caso una o l’altra teoria perda punti e credibilità quando a raccontarla è un bambino di tre anni. Il quale niente può essere se non il risultato di un’educazione… monodirezionale, diciamo.

Sta di fatto che in quest’ultimo periodo, in particolare dopo che la Moratti ha abolito l’insegnamento della Teoria Evoluzionistica nelle scuole, crescono a vista di mouse i siti web (e gli episodi in genere) a favore della Teoria della Creazione, secondo la quale tutti gli esseri viventi sarebbero stati creati da Dio.

Insomma: protestiamo! Se veramente è andata come dicono, allora il mio comportamento da totale idiota non sarebbe dovuto al fatto che un tempo ero una scimmia, ma semplicemente al fatto che Dio, forse, non è così perfetto come tutti credono…

Bookcastring

Diavoletto
Che giornata! Nonostante il caldo più sopportabile che negli scorsi giorni, Pavia riesce sempre a stupire. Questa mattina si doveva andare alla libreria Parnaso a prendere dei libri usati da utilizzare a settembre per il Bookcrossing in occasione del Festival dei Saperi. Ore di coda per arrivarci, per poi scoprire che la libreria era chiusa! Lunedì mattina a Pavia è tutto chiuso. Tutto! E allora come si spiegano le ore di coda? Possibile che tutti andassero da qualche parte nonostante non ci fosse alcun luogo dove andare?

Va be’, il peggio deve comunque ancora venire. Stasera mi aspetta una serata di registrazione libri (ne abbiamo presi più di mille nell’ultimo viaggio alla Parnaso), con la dolce compagnia di Francesca e Alice, due preziose collaboratrici di Inchiostro; in particolare perché sono entrambe a Pavia in questo periodo di morte sociale…

Domani e dopodomani mi aspettano le mie ultime giornate di lavoro ad Alessandria. E poi… vacanza!

Domus Aurea

Casa dolce casa! Ieri pomeriggio ho finalmente firmato per l’acquisto della mia nuova casetta. Inutile dire che ero emozionatissimo nel momento clou in cui ho scritto il mio nome sull’atto e mi sono state consegnate le chiavi. Che angoscia, tenere tutti quei soldini in camera mia per ben 24 ore (ora lo posso dire, tanto non ci sono più).

Davide e Golia

Harry Potter

Harry Potter non è morto. Su internet girano immagini (vedere qui sopra) per annunciare in anteprima e inconfutabilmente quella che poteva essere la più grande catastrofe del secolo, anzi del millennio (ed è iniziato solo da sette anni)! Fortunatamente un attento dipendente della nota casa editrice inglese Bloomsbury ha annunciato, addirittura in anticipo, la salvificante notizia. Amen.
Una cosa simile era capitata qualche giorno fa a un povero ragazzo che era riuscito a trovare su internet le prime quattro puntate della nuova serie di 24, telefilm che consiglio a tutti, qualche settimana prima della messa in onda. La Fox sostiene che questa bischerata le sia costata 4 milioni di dollari. A parte che non riesco nemmeno a immaginarmi tutti quei soldi in una volta sola, ma mi sembra che stiamo rasentando il ridicolo. Sicuramente il malcapitato ha sbagliato (e altrettanto sicuramente ne era consapevole), ma pare eccessivo stimare una perdita economica così ingente. Ora il giovane “hacker” rischia tre anni di carcere: una vita rovinata per una burla, in cui nessuno si è fatto male e, oggettivamente parlando, nessuno ci ha rimesso nulla.

Con questo non sto appoggiando l’azione del giovane, ma bisognerebbe ogni tanto valutare come una pena di un certo tipo possa non essere bilanciata rispetto alle altre pene e rispetto all’effetto che l’azione ha causato. Spesso si parla di decine di migliaia di euro per presunte diffamazioni di cui dopo pochi giorni non si parla nemmeno più. E decine di migliaia di euro possono rovinare una persona. Il solito Davide contro Golia, insomma, in cui però a vincere è proprio quello più grosso. Benvenuti nella vita vera.

Il cerchio della vita

Cerchio della vita
Immagine by Nicolaas Maritz

Come ogni anno, in questo periodo la gente si laurea oppure finisce gli esami. Risultato: il Collegio si svuota lentamente, e per me sarà l’ultima volta. Un cerchio che si chiude.

Oggi, in particolare, si sono laureati tre miei compagni di Collegio, unificando i loro aperitivi per via dell’intricato mondo di aspetti che li accomuna. Sono anche andato a rimettere in sesto il server di Inchiostro, che ormai sta tirando le cuoia. E poi dicono che le macchine non provano emozioni: la spossatezza dovuta al caldo supera anche gli strati di silicio di cui è ricoperto il cuore di ogni macchina. Così il povero PC si era assopito in attesa del suo principe azzurro che, oltre a essere sufficientemente incazzato per via del viaggio fino in Piazza del Lino, era anche discretamente sudato reduce da una lunga giornata di lavoro.

Ora è tutto a posto: l’aperitivo è finito, la torta del suddetto anche; il server di Inchiostro prosegue per la sua strada in attesa di un momento di stanchezza per ripetere la pennichella estiva (più o meno settimanale). Domani è il gran giorno di Porte Aperte, l’incontro annuale del Centro Orientamento dell’Università, con le piccole future matricole impaurite per l’inizio della vita universitaria. Un’esperienza indimenticabile, un cerchio che si apre…

From Piazza Battisti with love

Cesare Battisti

Sono di nuovo qui. Per la prima volta nella storia di questo blog, che con la sua manciata di post sta per compiere un anno, scrivo due volte in due giorni. Incredibile.

Di nuovo, come ieri, sono in Piazza Battisti a Trento e nella mia perenne nullafacenza ho fatto un giro su Wikipedia per approfondire la storia del personaggio la cui piazza sto occupando più o meno abusivamente; ho scoperto che la storia ha notizia di due Cesare Battisti: un terrorista e un patriota rivoluzionario. Non è stato facile capire a chi dei due fosse intitolata la piazza. La motivazione che mi ha portato a deciderlo non è derivata tanto dalla professione, quanto dal fatto che il terrorista è ancora vivo, quindi difficilmente gli verrebbe intitolato qualcosa. Per i più puntigliosi, so che è stata intitolata una via ad Andrea Bocelli, ma rimango della convinzione che la piazza sia intitolata al patriota…

Qualcuno si chiederà perché sono proprio qui e non in un altro punto della città. La risposta è semplice: in Piazza Battisti c’è Yogoblu, la yogurteria del mio amico Mattia, che fa delle cosine gustose e prelibate (messaggio promozionale).

Da lunedì a domenica

Da lunedì a domenica

Ieri sera ho preso il treno. Il mio secondo peccato capitale dopo aver pagato per scaricare musica da internet.

Visto che tutti i treni erano in perfetto orario, sono riuscito a fare la tratta Pavia-Trento in quasi sei ore, invece che le tre e mezza previste. Persino la batteria del mio portatile non ce l’ha fatta: un evento! Così, una volta arrivato a Verona per le mie due ore di simpatica attesa (la linea Verona-Trento è servita benissimo, tranne che dalle undici all’una di notte), dopo un’oretta del mitico Telefilm 24, il mio portatile ha deciso di entrare in standby permanente finché non lo avessi attaccato a una presa di corrente. Che pretese, eh? Sindacati delle batterie!

In ogni caso, girando per la stazione ho notato alcune peculiarità solo italiane dei cartelloni degli orari. Innanzi tutto siamo l’unica nazione dove i treni possono non essere in orario già a livello di “palinsesto”. Inoltre il mio in particolare poteva sì essere in ritardo di circa 15 minuti, ma solamente alcuni giorni della settimana: come recita la foto allegata, dal Lunedì alla Domenica. Nel cercare di capire se giovedì (cioè ieri, quando ero a Verona) era compreso in quell’intervallo, mi sono sentito veramente un deficiente. Scrivere “tutti i giorni”, oppure “sempre”, o ancora meglio “i treni sono sempre in ritardo, che cosa credi” mi sembrava più sensato. C’è da dire che alla fine è partito con 5-10 minuti di ritardo, quindi praticamente in anticipo.

Ora sono a Trento, e qui non sembra nemmeno di essere in Italia. Non sto parlando della lingua, visto che a Trento ancora parlano italiano (quella è Bolzano). Mi riferisco al fatto che mi trovo in Piazza Cesare Battisti, in centro alla città, e sto navigando su internet con il servizio wireless gratuito che il Comune ha messo a disposizioni a cittadini e non. Spero che mio figlio (o magari mio nipote) possano vedere una cosa simile anche a Pavia…