From Piazza Battisti with love

Cesare Battisti

Sono di nuovo qui. Per la prima volta nella storia di questo blog, che con la sua manciata di post sta per compiere un anno, scrivo due volte in due giorni. Incredibile.

Di nuovo, come ieri, sono in Piazza Battisti a Trento e nella mia perenne nullafacenza ho fatto un giro su Wikipedia per approfondire la storia del personaggio la cui piazza sto occupando più o meno abusivamente; ho scoperto che la storia ha notizia di due Cesare Battisti: un terrorista e un patriota rivoluzionario. Non è stato facile capire a chi dei due fosse intitolata la piazza. La motivazione che mi ha portato a deciderlo non è derivata tanto dalla professione, quanto dal fatto che il terrorista è ancora vivo, quindi difficilmente gli verrebbe intitolato qualcosa. Per i più puntigliosi, so che è stata intitolata una via ad Andrea Bocelli, ma rimango della convinzione che la piazza sia intitolata al patriota…

Qualcuno si chiederà perché sono proprio qui e non in un altro punto della città. La risposta è semplice: in Piazza Battisti c’è Yogoblu, la yogurteria del mio amico Mattia, che fa delle cosine gustose e prelibate (messaggio promozionale).

Da lunedì a domenica

Da lunedì a domenica

Ieri sera ho preso il treno. Il mio secondo peccato capitale dopo aver pagato per scaricare musica da internet.

Visto che tutti i treni erano in perfetto orario, sono riuscito a fare la tratta Pavia-Trento in quasi sei ore, invece che le tre e mezza previste. Persino la batteria del mio portatile non ce l’ha fatta: un evento! Così, una volta arrivato a Verona per le mie due ore di simpatica attesa (la linea Verona-Trento è servita benissimo, tranne che dalle undici all’una di notte), dopo un’oretta del mitico Telefilm 24, il mio portatile ha deciso di entrare in standby permanente finché non lo avessi attaccato a una presa di corrente. Che pretese, eh? Sindacati delle batterie!

In ogni caso, girando per la stazione ho notato alcune peculiarità solo italiane dei cartelloni degli orari. Innanzi tutto siamo l’unica nazione dove i treni possono non essere in orario già a livello di “palinsesto”. Inoltre il mio in particolare poteva sì essere in ritardo di circa 15 minuti, ma solamente alcuni giorni della settimana: come recita la foto allegata, dal Lunedì alla Domenica. Nel cercare di capire se giovedì (cioè ieri, quando ero a Verona) era compreso in quell’intervallo, mi sono sentito veramente un deficiente. Scrivere “tutti i giorni”, oppure “sempre”, o ancora meglio “i treni sono sempre in ritardo, che cosa credi” mi sembrava più sensato. C’è da dire che alla fine è partito con 5-10 minuti di ritardo, quindi praticamente in anticipo.

Ora sono a Trento, e qui non sembra nemmeno di essere in Italia. Non sto parlando della lingua, visto che a Trento ancora parlano italiano (quella è Bolzano). Mi riferisco al fatto che mi trovo in Piazza Cesare Battisti, in centro alla città, e sto navigando su internet con il servizio wireless gratuito che il Comune ha messo a disposizioni a cittadini e non. Spero che mio figlio (o magari mio nipote) possano vedere una cosa simile anche a Pavia…

Una mela al giorno fa bene se la digerisco in fretta

Fare le battutine sul nome “Apple” con il solito doppio senso della Mela è abbastanza banale, tuttavia il nome indica “esattamente” il frutto in questione, quindi mi ritengo legittimato.

Sono sempre stato un fan dei prodotti Apple, ma mi sembra che, ultimamente, l’azienda si sia un po’ adagiata sugli allori tipici dei casi di quasi-sicurezza-di-non-fallire-nel-prossimo-futuro. Il nuovo sistema operativo, Leopard, soprannominato Vista 2 dai più accaniti sostenitori della Mela, ha subito un ritardo imprevisto, motivato dall’imminente uscita del nuovo cellulare iPhone: a gennaio, mese del suo annuncio, Steve Jobs in persona ci aveva illuso di avere il nuovo gioellino entro primavera 2007, ma sembra che non lo vedremo prima dell’autunno. Brutta storia. Apple è famosa per non avere mai avuto ritardi di questo tipo, anzi di uscire spesso prima del previsto. Ecclatante è stato il passaggio dei processori da IBM a Intel, risultato indolore e durato meno di un anno.

Problemi di surriscaldamento nei MacBook Pro, ritardo di Leopard, presentazione di iPhone a quasi un anno dall’uscita prevista. Volevo cambiare il mio portatile, e stavo aspettando il nuovo sistema operativo. Non ho fretta, quindi aspetterò ancora. E tu, Steve, cosa aspetti? Rivoglio l’affidabilità che ha sempre contraddistinto Apple!

Evviva il Mulo

Ho commesso un peccato mortale. Ho comprato un file musicale su internet.

Non vogliatemene. Ogni tanto è piacevole essere una persona onesta. Mettiamola così: era il mio fioretto per la Quaresima. C’è chi rinuncia alla Nutella e chi alla carne: io ho comprato un WMA su internet. Sì perché a parte il formato di iTunes esiste solo un altro formato in cui si può inserire un qualche tipo di firma digitale: il WMA di Microsoft. E per combattere il monopolio di iTunes (o semplicemente perché iTunes non permette la diffusione del suo formato fuori dallo Store) tutti i negozi usano il WMA.

Vado dunque su iMusic, il negozio di Libero, e compro il tormentone di questi giorni: “La Paranza”, vincitore morale di questo Festival di Sanremo. Compro anche la canzone di Cristicchi. Mentre scarico quest’ultima, però, si interrompe la connessione! La dicitura “Errore 415” mi fa pensare che non dovevo usare un download manager per scaricare i brani. Sta di fatto che il download si è interrotto. Ma per il server di iMusic questo non è accaduto, così il brano risulta scaricato. Argh! Saranno pur 99 centesimi, ma buttati così…

Va be’, mi metto il cuore in pace e scarico l’altra canzone, “La Paranza”. Lo ascolto e ammetto che la qualità è ottima. Scopro poi che posso ascoltare la canzone infinite volte, ma posso masterizzarla solamente 7 volte e trasferirla su apparati esterni solamente 5. Mi basteranno. Collego il palmare e provo a copiarlo. Ovviamente non va, è necessario sincronizzare il palmare con Windows Media Player. Allora vado su “Cerca dispositivi”, ma il mio palmare proprio non ci sta.

Non mi arrendo: ci sarà pur un modo di togliere la protezione, no? Due sono ovvi: registrare direttamente un mp3 mentre ascolto la canzone oppure banalmente incidere su CD la canzone e ripparla successivamente con qualche software dedicato. Cerco su internet una soluzione più “fica” e trovo FairUse4WM, un simpatico programma che ha craccato il sistema di casa Microsoft. Tuttavia non è compatibile con Windows Vista, e la cosa nuovamente non stupisce.

Decido quindi che ho sonno e che è meglio cambiare strategia: se scaricare pezzi legalmente (e pagando) deve essere così complicato, rimane semplicissimo usare il buon vecchio Mulo.

E io sarò sempre lì a tifare per lui!

Una nuova avventura

Dopo aver tentato stage e part time, ora ho finalmente trovato quello che vorrei fare nella vita: nulla!

Ok, scherzavo, però sarebbe bello. Da questa settimana lavoro ufficialmente presso Ferrari Group, un’azienda di spedizioni (come FedEx, per capirci, ma orientata solamente verso il trasporto di preziosi). Per il momento, dato il numero sempre monotono non decrescente di impegni, sono solamente una specie di part-time, tre giorni a settimana, di cui due in azienda e uno a casa.

L’avventura è iniziata: speriamo bene!

Meglio giocare o fumare?

Qualche problema con il gioco? (fronte) Qualche problema con il gioco? (retro)

Ieri sera sono andato al Casino (per essere più chiaro dovrei mettere l’accento sulla “o”, ma l’Accademia della Crusca dice che non ci va, quindi non ce la metto). A Monte Carlo. Volevo andare in quello “figo”, ma dovevo pagare l’ingresso e la mia essenza ligure me lo ha impedito. Non è comunque un problema, visto che ogni albergo ha il suo. Gratis, a parte giocare, ovviamente. Il 90% delle persone erano italiani che, probabilmente non contenti dei servizi offerti dalla vicina sala da gioco sanremese, hanno preferito fare una cospicua donazione di Euro alla landa straniera. Fin qui nulla di speciale, se non fosse che all’interno della sala c’era un discreto dispenser, in un angolino, che regalava un eccezionale depliant sui rischi del gioco!

La prima cosa a cui ho pensato leggendolo è la legge che prevede le scritte minatorie sui pacchetti di sigarette… morire a norma di legge, insomma. Però questo depliant è decisamente molto più bello. All’interno, infatti, sono presenti dei veri e propri consigli psicologici su come capire se si è malati “gravi” e su come imparare a “smettere” al momento giusto. Come dire: giocare va bene, ma non troppo, altrimenti le sale da gioco ci rimettono in immagine!

Per visionare il depliant (almeno la copertina) cliccate sull’immagine in alto.

Volpe di fuoco o donnola di ghiaccio?

Iceweasel
Sono principalmente due le cose che danno alla testa: il potere e il fanatismo. Per farne un paragone politico tutto italiano (e anche un po’ banale e inflazionato), il potere ha fatto sì che lo scorso governo promuovesse guerre di conquista a fianco degli americani e il fanatismo ha permesso che nessun sindacato si lamenti più di tanto dei danni che sta facendo l’attuale governo, in apparente opposizione con quello appena passato.

Fuori di metafora, questi due morbi dell’umanità sono riusciti a sottomettere anche quel limbo dell’informatica che è l’open source. Da una parte Debian, la nota distribuzione Linux da cui è stata derivata la più celebre Ubuntu; dall’altra parte Mozilla, la nota fondazione che ha contribuito al rilancio del defunto Netscape Navigator producendo l’ottimo browser web Firefox (la volpe di fuoco). Ma andiamo con ordine. Tutto comincia quando Mozilla registra il marchio di Firefox (il potere), il mondo con la volpe intorno. Non è più open source – pensano i collaboratori di Debian – non possiamo inserirlo nella nostra pura distribuzione (il fanatismo). Debian decide così di cambiare il logo del noto browser in un semplice globo terrestre. Ma così facendo viola la licenza con cui Firefox è distribuito, che prevede che tutte le modifiche apportate al codice del programma debbano essere accuratamente segnalate e approvate dallo staff di Mozilla, pena il divieto di utilizzare il nome “Firefox” per il prodotto così modificato. No problem per Debian. Il nuovo browser si chiamerà Iceweasel, la donnola di ghiaccio.

Tutto qui? Ovviamente no, perché il nuovo arrivato non vuole essere solo la brutta copia di Firefox senza il loghettino della volpe, vuole fare di più. Per questo la GNU ha iniziato un nuovo progetto, denominato GNUzilla, che, a partire da oggi, fornirà parallelamente i software della Mozilla Foundation migliorandoli (almeno così dicono). Per i più curiosi, Thunderbird diventerà Icedove.

Chi vincerà alla fine? Probabilmente Internet Explorer.

Update: Ho trovato il sito Wiki di Ubuntu dove sono inseriti tutti i candidati a diventare loghi ufficiali per i nuovi prodotti Debian made in Mozilla: IceWeasel (Firefox), IceDove (Thunderbird) e IceApe (Mozilla Suite).

La maledizione dell’informatica

Caspita, ovunque vado ci sono persone che hanno avuto problemi di tipo informatico. E sapete qual è la cosa buffa? Tutti sono competenti in questo campo. Prima rubano la mela (computer Apple) a Kostretto, poi si rompe l’hard disk del mio portatile (come già scritto in un mio post di fine agosto), infine Marzu fa cadere il suo Lacie (hard disk da 250 Gb dove conservava pressoché tutta la sua vita). Che ci sia una maledizione? Qualcuno dall’alto che ci sta dicendo: “L’informatica è una brutta bestia, lasciatela stare, non solleticate la sua sete di distruzione”?

No direi di no, grazie a Dio sono ateo, quindi la risposta è una sola. E deve essere razionale, logica coerente: più si ha a che fare con una cosa, più è probabile che questa si rompa. E dopo questa genialata posso anche andare a dormire, con a fianco la mia Mela fiammante, appena riparata!

Se una donna mi fa una critica,io l’accetto!

Accetta
Come non utilizzare una citazione di Riccardo Cassini in casi come questi? Banale, vero? Forse non tanto banale quanto inviare una mail di disgusto a una persona (con cui, diciamo, non si hanno ottimi rapporti) per un lavoro che ha appena finito. Altrettanto banale!

Qualche giorno fa ho ricevuto una mail di critica costruttiva da parte di Alice Fiorentino, studentessa di lettere, membro di spicco del Coordinamento per il diritto allo studio – UDU, il gruppo studentesco dell’Università di Pavia che rappresenta gli ideali di sinistra. Ho scritto il nome dell’associazione per esteso perché lorocitengonoparecchio. Pochi mesi dopo aver partecipato attivamente ad un rogo liberatorio del giornale Inchiostro (della cui redazione faccio parte), la sudetta studentessa ha comunicato al sottoscritto, non in qualità di redattore, bensì in qualità di webmaster della Facoltà di Lettere e Filosofia, le sue impressioni sulla nuova veste grafica del sito:

DA STUDENTE: ogni volta che apro il sito della nostra facoltà mi prende un attacco di claustrofobia nonchè di panico… che fare?

Una buona risposta potrebbe essere: trovarsi uno psichiatra, meglio se bravo; oppure convincersi che certi problemi psicologici possono venire superati con la sola forza di volontà.

Ma per quest’ultima cura è necessario voler guarire…

Two little Indians playing with a gun…

… one shot the other and then there was one.

E così ne rimane uno solo. La mia avventura cantabrigiense è ormai giunta al termine; anzi, no: la mia permanenza in queste lande desolate (che, come quelle pavesi, si stanno ripopolando in questi giorni) durerà ancora due giorni, ma saranno due giorni di sonno totale, perché non c’è nessun Pippero e nessuna Valeria a svegliarmi la mattina per non farmi perdere la colazione.

Buona notte, dunque.