Sondaggi e sondaggisti

Elezioni

Come ogni anno, i sondaggi fanno cilecca.

Forse siamo noi che sbagliamo, credendo che i sondaggi diano un’idea su come effettivamente andrà a finire la faccenda. Eppure i grandi istituti da qualche parte prenderanno idee da qualche parte, no?

Certo che sì! Ma allora siamo davvero noi che sbagliamo. Vediamo perché.

  • Gli istituti telefonano a “un po’ di persone”, diciamo 2000, di solito disaggregate per età, sesso, professione, zona geografica. Questo dovrebbe dare un risultato abbastanza efficiente.
  • Una volta fatta la domanda topica “Lei per chi voterà?”, viene stilata una statistica che prevede una forbice (Tizio sta tra il 20 e il 30 per cento) e un intervallo di confidenza, ovvero quell’errore naturale che si viene a creare per il fatto intrinseco che 2000 persone, per quanto scelte bene, non rappresentano la totalità della popolazione.
  • A questi risultati vanno poi aggiunti gli indecisi, che nelle ultime elezioni erano stimati, in tutti i sondaggi, al 30%. Poiché la percentuale di non votanti si è aggirata intorno al 20%, manca circa un decimo della popolazione, inizialmente dichiaratasi indecisa, che è andata a votare scegliendo uno dei candidati. E infatti i sondaggi post eventum sostengono che il 9,8% dei votanti ha scelto nella cabina del seggio la propria preferenza.

Quale è la soluzione, dunque? Abolire il suffragio universale…

Il Pungolo

Francesco Rutelli, dopo la doccia fredda delle amministrative a Roma, è stato ricoverato d’urgenza; stava delirando: “Pliz… vizit… auar… cauntri…”. Chiediamo tutti insieme a Silvio di non proporre Bondi come Ministro dei Beni Culturali: Rutelli potrebbe non reggere il colpo.

Election day

Ci siamo! Oggi l’Italia eleggerà il prossimo premier, che dalle prime proiezioni sarà Silvietto (per la terza volta, dopo il 1994 e il 2001). Per seguire in diretta i risultati consiglio il sito di Step1, più veloce e aggiornato di Repubblica e Corriere. Dalle prime “indiscrezioni”, si deduce che:

  • La paura dell’extracomunitario cattivo ha incrementato notevolmente i voti della Lega Nord.
  • La Destra non siederà in parlamento. Ma la destra sì.
  • La Sinistra non siederà in parlamento. E nemmeno la sinistra. Da questo risultato si deduce che la strategia del “voto utile” ha sortito gli effetti anticipati nei giorni scorsi (sperati?).
  • L’UDC non siederà, con buona probabilità, al Senato, ma solo alla Camera.
  • Il neonato PD è risultato il primo partito italiano (affermazione da prendere con le pinze: si veda la questione del “voto utile” sopra citata).
  • Ci terremo Silvietto ancora per cinque anni.

Ora non ci resta che attendere…

Ultima notte

Condannati Zero

Le elezioni sono alle porte e, come tutte le persone che vanno a votare e tengono al proprio diritto di voto, voglio dare anche io il mio consiglio per gli acquisti. Non ho mai nascosto la mia predilezione per le fila dell’Italia dei Valori, per cui ribadisco la mia posizione, ulteriormente consolidata dall’inchiesta di lavoce.info, secondo cui il partito dell’ex PM è l’unico “pulito”, ovvero senza condannati tra i candidati alle Camere. Qui è disponibile l’elenco dei candidati con pendenze penali che probabilmente faranno parte del prossimo governo.

Passando invece ad argomenti più seri – perché si sa, a ‘sto giro le elezioni sono una mediocre buffonata – il Festival del Giornalismo cui sto partecipando in questi giorni offre spunti di riflessione e inaspettate novità che, come al solito, i giornalisti stessi che partecipano al Festival fanno fatica a rendere pubbliche nelle testate per cui lavorano.

Nella miniera di informazioni che mi travolgono in questi giorni, la Repubblica riceve la maglia nera. Nell’intervento sul rapporto politica/giornalismo, il direttore Ezio Mauro, dopo un interessantissimo intervento dedicato alla tragedia della Thyssen di Torino, è stato vittima di una penosa caduta di stile, sponsorizzando in modo gratuito e non richiesto il suo giornale.

Senza cambiare testata, è ancora la Repubblica a prendere scelte poco “giornalistiche”, ma piuttosto “imprenditoriali”: l’edizione regionale della Sicilia risulta introvabile nella provincia di Catania, grazie a un accordo con un editore locale, al quale il quotidiano romano avrebbe portato via molti, troppi lettori. Sembra strano che l’unico caso a livello nazionale di una situazione così particolare si trovi in Sicilia…

25 aprile: V2-day

Ci sono…

Ci sono politici che dicono tutto e il contrario di tutto.
Ci sono quelli che oggi dicono tutto, mentre domani dicono il contrario e accusano i comunisti di avergli messo in bocca falsità.
Ci sono gli ex comunisti che non si vogliono alleare con i comunisti.
Ci sono i comunisti.
Ci sono persone che urlano orgogliose di essere fasciste, andando contro una legge che, per quanto possa essere obsoleta, esiste; e un politico che inizia la sua campagna elettorale infrangendo una legge non è molto affidabile.
Ci sono i condannati in Parlamento.
Ci sono i referendum per cambiare la legge elettorale; ma dopo il voto.
Ci sono i politici che pur di andare al governo mescolano idee contrapposte, per poi incatenarsi e fare lo sciopero della fame perché “non tutti la pensano come me”.
Ci sono quelli che mangiano mortadella se un governo cade.
Ci sono quelli che fanno cadere un governo e si credono vittime della società se vengono isolati.
Ci sono quelli che “Rete4 sul satellite non se ne parla”, nonostante una condanna della Corte di Giustizia Europea.
Ci sono quelli che “Rete4 sul satellite non se ne parla” nonostante una condanna della Corte di Giustizia Europea, nemmeno se Rete4 appartiene al leader della formazione opposta.
Ci sono quelli che “se siete poveri sposate mio figlio”; e credono di far ridere.

E poi ci sono gli altri

Il Pungolo

Il presidente della CEI, Angelo Bagnasco, ha dichiarato: “La chiesa non indica partiti”. Pochi minuti dopo la chiave dei lucchetti con cui Pannella si incatena usualmente è misteriosamente scomparsa.

Goodbye, Navigator!

Netscape

Proprio nei giorni in cui Firefox festeggia i 500 milioni di download, in sordina se ne va il glorioso Netscape Navigator.

Per chi fosse poco informato, Netscape Navigator è stato uno dei primi programmi per navigare in internet, sicuramente il primo di successo. Nato nel 1994, nei suoi primi anni di vita è stato l’indiscusso dominatore della categoria. Internet Explorer, il suo grande rivale nato nel 1993 per mano di Microsoft, in un primo momento venne preso in considerazione troppo seriamente, finché l’azienda sviluppatrice non decise di regalarlo insieme con Windows 98, decretando di fatto la condanna a morte di Netscape Navigator.

Nel 1998, Netscape decise di abbandonare il progetto e rilasciare il codice sorgente del Navigator. Nacque così Mozilla Foundation, gruppo di programmatori open-source che si rimboccò le maniche e negli anni successivi si diede allo sviluppo di Mozilla Navigator (che ora si chiama Seamonkey) e, successivamente, di Firefox.

Nel frattempo Netscape Corporation veniva acquistata da AOL, la quale rimise in gioco l’immagine di Netscape trasformandolo in un portale, supportando comunque Navigator fino alla versione 9, uscita nell’ottobre 2007. Dopo questo ultimo tentativo di rilancio, non riuscito, AOL decise di interrompere il supporto a Navigator, con il I marzo 2008: oggi.

Un pezzo di storia dell’informatica se ne va, con la stessa velocità tipica dell’informatica stessa, figlia del progresso. Tuttavia l’anima di Navigator continuerà comunque a vivere in Firefox e in tutti i browser, come Flock, che si basano sul codice di Mozilla.