Forse non tutti sanno che…

Campus Lucca

Socrate diceva che “la vera saggezza sta in colui che sa di non sapere”, e a volte conoscere può essere utile e divertente. Ad esempio sapere dell’esistenza di un’Università di Scienze Gastronomiche può essere utile per decidere dove andare a mangiare. Come si legge sul loro sito, questo Ateneo “unico nel suo genere nel panorama mondiale, è promosso da Slow Food, con la collaborazione di due Regioni, Emilia-Romagna e Piemonte“.

Ora, se io dicessi che l’Università di Pavia è anche l’Università del Turismo? Ecco che i miei 25 lettori strabuzzeranno gli occhi: e che cosa c’entra Pavia con l’Università del Turismo? ma esiste veramente l’Università del Turismo? (A rileggere le ultime due domande, sarebbe più sensato formularle nell’ordine inverso; tuttavia sono sicuro che le state pensando esattamente nell’ordine in cui le ho scritte)

Se volete risposte, cliccate sul sito Campus Lucca. A questo punto 24 di 25 lettori si chiederanno: “Ma qui c’è la risposta solamente alla seconda domanda”.

Ma allora che cosa è quel simpatico logo che campeggia in alto a sinistra?

Casa Ikea

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Ieri sera finalmente ho deciso di montare (con l’aiuto di Alberto il Magnifico) le ante dell’armadio Ikea che ho acquistato tempo addietro, diciamo ai primi di settembre. Il risultato è notevole, il che non mi stupisce visto che le sole ante scorrevoli incidono sul prezzo complessivo dell’armadio per più della metà.

Tutto finito, ora? Certo che no. Mancano ancora le maniglie dei pensili della cucina e vari bordini sparsi per la suddetta: sotto i pensili, sopra il bancone, a terra sotto gli scaffali bassi. Il tempo farà il suo dovere.

Nelle foto allegate, nell’ordine: la cucina, la mia cameretta, il set proiettore + Nintendo Wii (qualcuno penserà che non c’entra nulla, ma sulla sinistra si scorge la scrivania Ikea del mio coinquilino Marzu), la libreria del Magnifico, gli scaffali del corridoio, il tavolo della cucina. Forse Ikea vince addirittura su Apple quanto a rappresentanza in questa casa.

Una menzione merita il mobile del corridoio, dove si trova (in primo piano nella foto) la centralina informatica di tutta la casa: server, router, Airport Extreme, telefono Voip, stampante condivisa, gruppo di continuità che tiene acceso il tutto anche in caso di Terza Guerra Mondiale. Spero che l’Enel tardi il più possibile l’invio della bolletta…

Cornetto, scherzetto!

Cornetto

In università è risaputa l’esistenza della goliardia che si svolge nei Collegi. Il suo funzionamento è noto ai più, anche se spesso viene minimizzato (o enfatizzato) per circondarlo di un alone di mistero. Purtroppo alla fine tutti ne vedono solo i lati negativi, un po’ come capita per i computer Apple: chi non li ha mai provati, li odia a priori.

Tuttavia la goliardia ha effetti notevolmente positivi. Tra questi spicca il raggiungimento della consapevolezza che il limite tra “possibile” e “impossibile” non è sempre così scontato come sembra.

Lo scorso anno un ragazzo degli Anziani (i “cattivi”, per intenderci), aveva voglia di focaccia ligure. Capita. Chi non ha le voglie, di tanto in tanto? Una matricola scelta all’uopo è stata quindi inviata con il treno a Genova, spesata di tutto, per soddisfare i bisogni irrinunciabili di un compagno di collegio. Inutile aggiungere che, per ammortizzare le spese e per golosità, altri ragazzi si sono uniti al picnic.

Fin qui, nulla di drammaticamente “impossibile”.

Quando però a un altro Anziano salta all’occhio l’incredibile offerta Ryanair di un viaggio a Parigi per la modica cifra di un centesimo, la voglia di cornetti caldi e la visione di una matricola disponibile (tutto sommato consenziente) prende il sopravvento. Ed è qui che il limite tra “possibile” e “impossibile” si assottiglia…

Così il commesso viaggiatore, ormai giunto al secondo anno, parte per Parigi portando con sé un bagaglio ampio e spazioso, ma soprattutto vuoto: pronto per essere riempito di cornetti saporiti appena sfornati. Originali. Parigini.

Numero dei partecipanti: una ventina.
Costo dell’operazione: due euro a testa.

– Maestà, il popolo è senza pane.
– Che mangino croissant…

Davvero. Conviene!

Compagno Ratzi

Ratzinger

Dopo Rutelli, anche Ratzinger ha iniziato a mettere insieme parole che, lette una dopo l’altra, formano una frase intelligente. Se non fosse per il tacchino induttivista di Russell, mi convertirei al cattolicesimo.

“La precarietà mina la società.” Queste le parole del Pontefice.

Mobilitazione generale. Immediatamente monsignor Giovanni d’Ercole, capo della sezione italiana della segreteria di Stato Vaticana, prende le distanze: “Non è corretto interpretare le parole del Papa sugli effetti sociali ed etici della precarietà del lavoro come un attacco alla legge Biagi” (La Stampa, 19 ottobre 2007). Certo, gli attacchi vanno bene solamente quando sono contro i Pacs, contro l’aborto o contro l’eutanasia, richieste tipiche di quei partiti di estrema sinistra che ormai non vanno più di moda. Il muro è caduto, non rompete più i cosiddetti.

Ma non è finita. Cercando informazioni a riguardo, mi sono imbattuto nel sito dell’Avvenire, l’unico quotidiano a tiratura nazionale su cui io sia mai stato citato (sic!): nemmeno una parola sull’accaduto. Come se il Papa non avesse parlato.

La causa di tutto ciò, però, alla fine è venuta a galla. La versione di Norton Antivirus installata nel cervello di Ratzinger era scaduta. I portavoce del Vaticano sono sicuri che non accadrà più un fatto così increscioso e hanno appena dichiarato che i loro tecnici sono al lavoro per provvedere a sistemare le cose, non escludendo soluzioni estreme, se necessario.

Formattato un papa, se ne fa un altro.

L’Italietta

Italia.it

Bisogna festeggiare. Rutelli ha finalmente fatto un’affermazione intelligente. Che il nuovo Partito Democratico stia davvero funzionando? Al Comitato Nazionale per il Turismo, Rutelli ha infatti recentemente confermato che italia.it è una ciofeca. E ci voleva Rutelli!

Era il marzo 2004 (e non il 1994 come afferma il Corriere della Sera). Il sito in questione doveva nascere secondo il volere dell’allora Ministro per l’Innovazione e la Tecnologia, Lucio Stanca, per promuovere l’immagine turistica dell’Italia. D’altronde tutti ricorderanno l’intervento dell’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi al Parlamento Europeo in cui dà del kapò (generale nazista) al ministro tedesco Schulz. Nella stessa occasione l’Italia viene descritta come un gioiello che nemmeno il Governo Berlusconi è riuscito ad intaccare. Ecco che quindi al Bel Paese viene fatto omaggio di un portale affinché tutti nel mondo possano conoscerlo.

Costo dell’operazione: 45 milioni di euro. Risultati: scadenti.

Spero che non vada a finire come il nuovo portale dell’Università. Perché? Come, perché? Stay tuned…

Burlando, un nome un perché

A10

La settimana scorsa il Governatore della Liguria (detta così sembra di parlare di Schwarznegger) ha sbagliato strada. Capita a tutti, no? L’altro ieri è capitato al Corriere Bartolini, che sconsiglio vivamente, di non trovare la via dove doveva consegnarmi i materassi. Comunque, non divaghiamo. Burlando, dicevo, ha sbagliato strada. Sulla mitica autostrada A10 l’ex Ministro dei Trasporti (sic!) ha preso una rampa contromano. Con tutti i segnali/birilli/righe che ci sono sulle Autostrade italiane credevo fosse impossibile, ma lui ci è riuscito. All’arrivo della volante della Polizia (che, a dispetto del nome, non è arrivata volando) Burlando ha subito ammesso le sue colpe. I poliziotti gli hanno chiesto un documento, ma non aveva né Carta d’Identità né Patente. Stranamente l’unico documento in suo possesso era il tesserino da parlamentare; scaduto. Lo teneva come un feticcio cucito sulle mutande? Com’è possibile che una persona dotata di encefalo possa uscire di casa senza alcun documento tranne uno da fighetti, pure scaduto?

Burlando ha chiesto più volte di essere trattato come un qualunque cittadino. Ora io vorrei vedere: se una volante della Polizia mi avesse fermato in autostrada contromano, senza patente, ma in possesso della Fìdaty Card dell’Esselunga, cosa mi avrebbe fatto?

Un’utilitaria travestita da Ferrari

WalkPod
Immagine tratta dal sito http://www.saynotocrack.com.

Visto il successo di oggi delle “Rosse”, direi che il titolo è azzeccato. Ma la Formula 1 non c’entra nulla.

Questa mattina ho scoperto infatti, tramite un sito web, che il mio portatile racchiude in sé più di quanto Apple vuole farmi credere. La sua scheda video, che fino a ieri sembrava un normalissimo chip per visualizzare il Desktop su un solo schermo, ha in realtà il supporto Dual Head, ovvero quella figata che permette al desktop di venire esteso su due monitor. Così anche la mia Mela può stupire con il giochino del mouse che passa da uno schermo all’altro, nonostante nel mezzo ci sia solo… aria.

La domanda, a questo punto, è: perché c’è bisogno di un programma esterno per fare ciò? Perché Apple non permette di usufruire di questa funzionalità direttamente? Semplice: ragioni di mercato. È molto più economico installare su tutti i modelli la stessa scheda video, per poi “limitarla” a seconda del prezzo pagato dall’utente per quel computer. Metafora della vita: sotto il vestito, siamo tutti uguali!

Ma dove sarà la patch che mi fa diventare alto, biondo e muscoloso?

V-day

V-day

Oggi è il grande giorno. So che in queste pagine non ne ho mai parlato, ma d’altronde ne hanno parlato pagine ben più importanti e seguite delle mie: Repubblica, Corriere e, a sorpresa, anche El Pais in Spagna.

È il grande giorno, si diceva; il momento di dire “Vaffanculo” (da cui la V del nome) a tutti quei politici corrotti che scaldano la poltrona in parlamento e che si fanno i loro interessi a nostre spese. Come dice sempre Beppe Grillo, organizzatore della manifestazione, i politici non sono altro che nostri dipendenti, per cui sta a noi decidere se e quando mandarli a casa. Seguendo questa filosofia, molti di loro dovrebbero essere già a casa da un pezzo, ma tant’è…

Oggi quindi tutti in piazza dalle 16.30 in poi in 225 città d’Italia per dire “Vaffanculo” a questo sistema politico malato! A Pavia lo svolgimento è previsto in Piazza del Tribunale, di fronte al Cinema Corso.

Ciao!

Gigi Sabani - Luciano Pavarotti

Vorrei dedicare un post a due persone che in questi giorni ci hanno lasciato. Erano personaggi diversi, ma avevano una cosa in comune: la capacità di sorridere e di far sorridere.

A loro quindi dico: ciao e grazie!

Occhio alle ventoline

Skype

La chiamano Guerra Fredda. È l’unico conflitto di questo mondo che non fa vittime, che non implica l’uso di armi. Basta averle. Mi ricorda un po’ l’entrata in vigore delle nuove leggi sull’autocertificazione: finché tutto va bene, ognuno può dire all’altro “io sono più figo!”. Un’invidia del pene a livello planetario.

Tuttavia ormai la Russia sa che i suoi aerei “tirati fuori dalla naftalina” sono un po’ datati, quindi ha trasformato la Guerra Fredda in una Guerra Tiepidina, raffreddata solo dalle ventoline che ci sono nei computer. Visto che militarmente non è troppo presa in considerazione, la battaglia si è spostata sui bit. Il noto portale Slashdot ha infatti dichiarato che l’attacco che ha messo in ginocchio Skype, il più celebre prodotto di telefonia via internet, proveniva dalla Russia. Nel suo articolo inserisce anche un link a un fantomatico sito russo contenente il codice in Perl dell’exploit.

Ora anche l’India e il Giappone sono in fieri con un’alleanza che contrasti quella di Russia e Cina, che a sua volta contrasta la Nato. Purtroppo non è Risiko, quindi bisogna stare attenti: gli indiani sono i migliori hacker del mondo!