Il 3 febbraio si è spenta Rosa, mamma di Silvio Berlusconi. Oggi è mancata Erminia, madre di Gianfranco Fini.
Per ora Pier Ferdinando Casini preferisce non aderire alla lista unica.
Il 3 febbraio si è spenta Rosa, mamma di Silvio Berlusconi. Oggi è mancata Erminia, madre di Gianfranco Fini.
Per ora Pier Ferdinando Casini preferisce non aderire alla lista unica.
Oggi è il primo giorno di Quaresima, il cosiddetto mercoledì delle ceneri, in cui si festeggiano i falò della Santa Inquisizione.
Notizia dal futuro.
Roma, 20 marzo 2011. Nel nuovo Zingarelli, l’insulto “figlio di puttana”, diventato ormai obsoleto, viene sostituito dal più popolare “figlio dell’abrogazione della legge 194”.

Prima di oggi pensavo che la politica potesse migliorare, magari con il tempo. Ora non più, e per questo mi arrendo.
Posso sopportare una classe politica che, quando è al potere, si fa i cazzi suoi. Ma se c’è una cosa che non sopporto che è che si faccia solo i cazzi suoi. Facesse anche i miei, anche quelli dei lavoratori che si fanno il culo otto ore al giorno per non riuscire ad arrivare alla fine del mese, allora li perdonerei. Ma così no.
Un governo che cade per colpa di Mastella; un gruppo di parlamentari che festeggia stappando spumante. Questa è la politica italiana. Berlusconi continua a dire che il popolo vuole il voto, ma in realtà non vuole ammettere la dura realtà. Il popolo vuole tutti fuori dai coglioni, vuole una nuova classe politica.
C’è bisogno di aria nuova e fresca, di politici di 40 anni che ragionino a lungo termine. Basta con i politici di 80 anni a cui non gliene frega un cazzo della raccolta differenziata e dell’inquinamento perché “tanto loro non ci saranno” quando ormai sarà troppo tardi per tornare indietro.
Quindi: rivoluzione!
Da parte mia inizio in modo molto soft, inserendo la doppia data nei miei post: quella del calendario gregoriano e quella del calendario rivoluzionario francese.
Nuovo appello anti-aborto del Papa all’Angelus. Non sia mai che il clero rimanga senza materia prima.

L’Italia fa parte del G8, della NATO e dell’Unione Europea. Ma non per questo dobbiamo bullarci di vivere bene. Gli scioperi, la povertà e l’aumento inarrestabili dei beni di prima necessità ne sono la prova lampante.
E come non incolpare, in un paese potenzialmente ricco come l’Italia, la classe politica? So che è troppo semplice e rischia di portare a conclusioni affrettate, ma si sa che in tutti i misteri della vita la soluzione corretta è sempre la più semplice.
Viviamo in uno stato nel cui Parlamento compaiono 24 condannati, in cui ai giudici vengono tolti i casi “scottanti” che riguardano i politici, in cui esiste la possibilità che un processo finisca con un assoluzione perché il reato non è più un reato. E il fatto che chi ha approvato la legge sia il condannato stesso non desta neppure qualche sospetto.
Guardiamoci un po’ intorno: siamo sicuri che “sia giusto così”? Porto un esempio. L’uomo della fotografia è un deputato inglese. Qualche giorno fa viene scoperto in un atteggiamento inammissibile in un paese civile: far assumere il figlio in un progetto di ricerca da lui curato. Per questo è stato condannato a risarcire lo stato di 13.000 sterline (circa 20.000 euro), tanto era la cifra che il figlio aveva guadagnato tramite questo progetto.
Andando contro ogni giudizio sul nostro paese, sono pronto a scommettere che in Italia non sarebbe mai successo. Anzi, non sarebbero mai successe.
Che cosa?
Forse ha ragione Bossi: la distinzione tra nord e sud non può essere ignorata. D’altronde, in Europa, l’Italia è piuttosto bassina…
Benvenuti nel Secondo Mondo. See you later, in the Third One…

Tutti lo sospettavano, persino i più ottimisti. Alla fine è successo: questo governo è caduto. Un po’ mi spiace, mi ci ero affezionato, mi ci ero più che altro “abituato”. Prima c’era Silvio, ora c’è Romano.
E invece no, non deve accadere così. Il governo non deve essere una moda, un cagnolino da portare a spasso che esiste indipendentemente da me. Il “mio” governo deve rappresentarmi, in qualche modo, che io l’abbia votato o meno.
In questi giorni mi sono vergognato di essere italiano. E mi spiace, davvero. Mi sono anche messo a riascoltare uno per uno tutti i dischi di Fabrizio De André. Almeno lui era anarchico e a certe brutte cose come la politica non ci pensava. Forse aveva capito tutto. Scene come i parlamentari che stappano lo champagne perché la maggioranza perde in Senato mi danno da pensare, davvero. Non dico che debbano essere dispiaciuti, perché sarebbe troppo da paese civile, però festeggiare così palesemente quando tutti quanti prendono stipendi da record (maggioranza e opposizione) è una presa in giro per la gente che lavora davvero. Ed è la stessa gente che mantiene quell’esile filo di speranza perché un giorno la politica prenda una piega diversa.
Quest’anno mi sono reso conto per la prima volta di cosa vuol dire “pagare le tasse”: sapere di incassare 24.000 euro in un anno e doverne 10.000 allo Stato. Non solo. La vera beffa è sapere che la maggior parte di questi soldi servono per pagare quei politici che fanno un programma di governo di 281 pagine.
In ogni caso sotto questo governo si sono trovate (per pura combinazione?) le peggiori emergenze degli ultimi anni:
Se questo non bastasse, c’è il rischio concreto che nei prossimi anni il governo ritorni nelle mani di Berlusconi. E, ciliegina sulla torta, ci sarà anche Mastella.
A questo punto, mi duole dover constatare che l’unica alternativa sia davvero quel Beppe Grillo – comico – che ha dato il via a una informazione alternativa, più vera di quella che ogni giorno ci propinano i giornali e che senza l’appoggio di alcun organo di informazione ha portato più di trecentomila persone in piazza (ed erano davvero così tante, perché le firme non mentono).
Oggi pomeriggio si è tenuto il Consiglio di Facoltà di Scienze MMFFNN. Nonostante il mio passato di studente politicamente impegnato, ormai non dovrei più presenziare a queste attività; oggi, però, il destino ha voluto che fossi lì in qualità di nuovo webmaster. Una sorta di presentazione mia e del mio lavoro a tutti i docenti della Facoltà.
Tiro in ballo il destino perché, prima del Consiglio, il Professor Gilardi, ordinario di Analisi Matematica, ha commemorato la prematura scomparsa del Professor Gianni Arrigo Pozzi, anch’egli ordinario di Analisi Matematica. La presentazione che ne ha dato è stata a dir poco commovente: un riassunto sintetico ma significativo della vita del docente.
Nel mio piccolo ho avuto poco a che fare con il Prof. Pozzi, vuoi per la mia non predilezione per l’analisi, vuoi per la mia pigrizia nel frequentare le lezioni (col senno di poi…). Una cosa, però, mi è rimasta impressa, ed è il suo amore per la didattica e per l’insegnamento. Un esempio su tutti è la dispensa del corso di Analisi Funzionale, ultimo esame del mio libretto prima della Laurea, la cui versione più recente risale al 23 agosto 2007, quando ormai “tutti sapevano già”…
Un amore per la scienza e per l’insegnamento che io voglio omaggiare con questa foto, scattata durante i festeggiamenti di San Pio il 9 maggio 2004. Un momento immortalato nel Collegio dove ha studiato (e dove ho studiato anche io) in cui viene ritratto con tutti i “matematici” presenti alla cerimonia.
Nell’ordine, da sinistra a destra sono presenti Emanuele “Willy” Dolera, il Prof. Eugenio Regazzini, il Prof. Gianni Arrigo Pozzi, il Prof. Gianni Gilardi, Marco “Zazzà” Morandotti, Leonardo “Nitrito” Pistone, io, Giacomo “Mollo” Carboni, Marco “Play” Fecchio, Raffaele “Pappa” Arecchi, Andrea “Pizzocchero” Moiola. Nella seconda fila Federica “Logor” Musetta, Rubina Ramponi, Andrea Pedrini, Elisa Tenni, Sara Daneri.
Ciao, Gianni!

Negli ultimi giorni, tra vacanze di Natale, lavoro ed esperienze varie di vita (d’altra parte, chi non ne fa?) ho acquisito esperienza e vorrei dare i miei (s)consigli per gli acquisti.
Notizie positive invece sul fronte libri. Durante le vacanze natalizie ho avuto modo di riavvicinarmi a questo passatempo, leggendone tre. Genere: giallo.
Aggiungo che dagli ultimi due libri sono stati tratti altrettanti film (si noti l’allitterazione) con Peter Ustinov nel ruolo dell’investigatore belga, rigorosamente belga, Hercule Poirot.
Zio Rufus – Ti piacciono i libri polizieschi?
Doretta – Quando sono in cucina leggo tutte le etichette dei cibi che ho comprato, è divertente!
Zio Rufus – Ma non leggi dei libri?
Doretta – L’ultimo libro che ho letto è stato I love shopping della Kinsella. Divertente!
Non ne dubito.

Ognuno utilizza il metodo che preferisce per pubblicizzare la sua attività. Un motore di ricerca olandese per alberghi ha sfruttato le pecorelle che bivaccano nei prati per sponsorizzare la sua attività.
Ma questo è niente in confronto a tutte quelle aziende che decidono di sfruttare la pubblicità negativa, spesso più semplice da procurarsi rispetto a quella positiva (e decisamente meno costosa).
Una di queste aziende è il noto quotidiano la Repubblica, nella sua versione online. Ogni sito web, infatti, può inserire nel proprio codice un elenco di parole chiave che più rappresentano il sito. Ad esempio nel codice di questo blog la stringa è
<meta name="keywords" content="ziorufus, zio rufus, alessio, palmero, aprosio, blog, universita, università, religione, cultura, matematica, informatica, computer, pavia" />
che in sostanza dice ai motori di ricerca di incrementare la mia posizione se qualcuno inserisce una delle parole presenti nella lista. Ovviamente non è tutto oro quel che luccica: considerando la quantità di siti che parlano di “politica”, inserendo tale lemma nelle parole chiave ho poche speranze che alla richiesta “politica” Google risponda con il mio sito. O magari lo dice a pagina 230.
Repubblica è andata oltre. Il suo elenco di parole chiave è
<meta name="keywords" content="La Repubblica, notizie internazionale, giornaliere, nazionale, politics, scienze, business, affari, finanza, sport, cronaca, international news, daily newspaper, national, politics, science, business, your money, breaking news, business technology, technology, circuits, navigator, sports, editorial, forum, discussioni, sondaggi, calendari modelle, moda, bellezza, fashion, glamour, oroscopo, concorsi, lavoro, finanza, borsa in diretta, Piazza Affari, Mibtel, Wall Street, ricerca e annunci di lavoro, assicurazioni online, scuola, università, gallerie fotografiche e immagini, webcam, sms, vignette, commenti, motori, polizze auto e moto, listini prezzi, salute, terme, farmaci, medicine, previsioni meteo, programmi tv, programmazione cinematografica, radio, canzoni, testi, Mp3, shareware, freeware, cellulari, programmi, audio, video, giochi, lotto, totocalcio, enalotto, superenalotto, estrazioni. Tutti gli approfondimenti: sport, calcio, gol, marcatori, classifica, coppe europee, basket, Formula 1, Ferrari e Schumacher, Fantacalcio, Parlamento, leggi, elezioni, deputati, senatori, Forza Italia, Ds, An, Lega, Margherita, Udc, Udeur, Rifondazione comunista, manifestazioni, cortei, scontri, sindacati, governo Berlusconi, Confindustria, Rai, Mediaset, satira, terrorismo, giustizia, giudici, processi, mafia, cronaca, rapine, violenze sessuali, omicidi, pedofilia, terremoti, incendi, maltempo, previsioni meteo, turismo, viaggi, week end, mare, montagna, laghi, alberghi, voli aerei, crociere, videogiochi, casa, mutui, computer, pc, Microsoft, Apple, Ibm, Sony, Nintendo, Playstation, informatica" />
A parte l’errore “notizie internazionale” che compare quasi subito, ci sono altri termini che mi rendono perplesso, come “pedofilia”, “violenze sessuali”, “terrorismo”, più tutti i partiti politici. Non male anche la scelta di inserire “mp3” e “calendari modelle” che, anche se non sono argomenti propri del quotidiano, attirano sicuramente visite.
Zio Rufus – Lo sai che Repubblica ha un sacco di parole chiave?
Doretta – Certo che repubblica ce l’ha!
Zio Rufus – io non ne andrei tanto fiero…
Doretta – Che peccato!