Addio alla libertà

Dopo il post di addio al noto locale “Thunder Road” di Codevilla che oggi chiude i battenti, un altro pezzo di storia se ne sta andando. Si tratta della libertà dell’individuo, che ormai è minacciata da più fronti dall’attuale governo.

La legge sulle intercettazioni (1)

Troviamo in primis la nuova legge-bavaglio, appena approvata dalla Camera dei Deputati. Si tratta di una norma che impedisce l’utilizzo delle intercettazioni nei processi, tranne per motivi di mafia o terrorismo. In pratica se io dico a un mio amico che ho fatto una rapina in banca e vengo intercettato, la mia telefonata non può essere utilizzata in sede legale come prova a mio carico.

Se questo già non fosse sufficiente per urlare al golpe, dobbiamo tuttavia dare le giuste colpe. Leggendo la trascrizione della seduta, si legge infatti: “Avverto che il presidente del gruppo del Partito Democratico ha richiesto, ai sensi dell’articolo 51, comma 2, del Regolamento, che la votazione finale abbia luogo a scrutinio segreto.”

Perché? Semplice: alcuni Deputati del PD hanno votato con la maggioranza! Altro che golpe, qui siamo all’inciucio vero e proprio.

La legge sulle intercettazioni (2)

Come se non bastasse, all’interno della norma appena approvata alla Camera c’è un piccolo, invisibile comma che limita la libertà del web. Nella fattispecie, riassumendo, il detentore del sito internet diventa automaticamente responsabile dei contenuti pubblicati. Se questo apparentemente sembra sensato, non lo diventa nel momento in cui le persone possono commentare sui blog e scrivere sui forum. I commenti a questo articolo, secondo la legge in approvazione, diventerebbero di fatto farina del mio sacco e dovrei rispondere personalmente di ciò che in essi viene scritto.

I blog come questo, con poche visite al giorno, potranno anche sopravvivere, ma siti web più importanti come il blog di Beppe grillo o quello di Marco Travaglio subirebbero un pesante colpo.

Le ronde

La ciliegina sulla torta, per chi ancora pensasse che siamo in un paese libero, arriva con le ronde. Di fatto la norma già in funzione e voluta dalla Lega Nord ufficializza gruppi di comuni cittadini facendoli diventare veri e propri tutori dell’ordine, con un dubbio controllo sull’effettivo svolgimento del compito. Se all’inizio la cosa sarà magari gestita in modo rigoroso, chi mi dice che un domani non vengano a prendermi a casa perché voto dalla parte sbagliata? O chi mi dice che l’extracomunitario di turno non venga malmenato perché “sospettato” di aver commesso un crimine?

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