Il voto alle porte

A ogni tornata elettorale mi sembra di essere l’unico fuori dal mondo: vado in giro, guardo i manifesti, seguo i dibattiti, mi informo. Sapendo, ahimé, che gran parte delle persone sa già a priori a chi consegnare il comune, l’Italia o, in questo caso, l’Europa.

In particolare per le votazioni del Comune di Pavia, sono stato molto combattuto perché attaccato da tre fronti:

  • Il voto utile, ovvero Albergati.
    Che le elezioni finiscano con un testa a testa tra i soliti due maggiori partiti non è una grande novità. Proprio per questo è nato il concetto di voto utile per cui il cittadino “sceglie” il meno peggio dei due, votando per fare sì che non vinca il peggiore. Ormai l’idea di un Obama-like, ovvero che il meno peggio sia anche il meglio, è in Italia una lontanissima utopia.
  • Il voto di protesta, ovvero Campari.
    Per un po’ volevo votare la candidata dei grillini Irene Campari. Si tratta del classico voto di protesta, quello che uno dà perché stufo della politica così come viene vissuta nel nostro paese. Tuttavia mi è stato sufficiente sentirla parlare per decidere che protesta sì, ma a tutto c’è un limite. Un esempio su tutti: durante lo spettacolo di Grillo a supporto di Irene Campari, persino il comico genovese è dovuto intervenire per fermare la logorrea comunista (e un po’ qualunquista) della sua candidata.
  • Il voto per il meglio, ovvero Paolo Ferloni.
    Non sempre c’è solo il peggio. Quest’anno a Pavia si è candidato un professore universitario di chimica che sembra avere le idee giuste e una squadra a supporto veramente interessante. Tuttavia si tratta di una lista civica che poche speranze ha di conquistare il governo della città.

Alla fine, stufo delle solite parole, ho optato per il terzo candidato, Paolo Ferloni: fuori dalle logiche di partito, stimato professore (ma non troppo, come lo scandaloso caso del Prof. Bignami), buone idee.

Per quanto riguarda le Europee non ho mai avuto dubbi: Italia dei Valori, preferenze a De Magistris, Alfano, Vulpio.

Ora smetto, domani c’è la giornata di silenzio elettorale per far riflettere i cittadini. I quali, spero, decidano con la loro testa e non con quella dei partiti.

3 thoughts on “Il voto alle porte

  1. A pochi giorni dal voto ancora non so cosa fare.
    La Campari l’ho eslusa a priori, sarà anche una persona onesta ma non ha una briciola di realismo e di pragmatismo ( e detto sinceramente mi scoccia chi parla troppo).
    Rimangono Ferloni, che mi ha fatto un’ottima impressione, ed Albergati..
    Di Ferloni mi piace l’approccio pacato e le idee intelligenti ma anche sensate ma non vorrei sprecare un voto. Triste a dirsi ma finchè ci sarà lo psiconano a destra l’idea che questa parte politica possa vincere mi spingerà sempre a votare per il partito di sinistra con più possibilità..
    Per le Europee è deciso: Italia dei Valori ed incrociamo le dita..

  2. da candidato consigliere con Ferloni, non sapete quanto mi fate felice. perché vi posso assicurare che il professore è anche meglio di quanto visto in campagna elettorale. per le Europee, non vi seguo: la stima per de Magistris e Alfano d’accordo, ma non mi basta. L’idv non è l’alternativa che cerco. dopo essermi stropicciato gli occhi e le palle a leggere un casino di pagine web, scelgo Haidi Gaggio Giuliani e Ciro Argentino – lista Comunista.
    ciao a tutti e due. se venite a trovarmi a ze city mi fate piacere. di nuovo c’è il link a una sensualmente ironica poesia di rapida – blogger versilio-parigina.

  3. Questione di punti di vista. Ho votato nella mia vita una sola volta la falce e il martello, e me ne sono subito pentito. Onestamente barrare un simbolo che si proclama anticapitalista mi rende molto perplesso.
    IdV invece e’ proprio l’alternativa che cerco.

    In queste elezioni sono contento di una cosa: per una volta non vado a votare il meno peggio, ma una serie di personaggi che, pur partendo probabilmente perdenti, non mi fanno troppo vergognare di essere italiano.

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