Ipocrisia tutta italiana

L’hanno esclusa da Miss Italia 2011. Non per procedimenti penali, perché ha ucciso qualcuno o perché ha corrotto un giudice, ma semplicemente perché ha posato nuda su internet. La storia è piena di Miss Italia che lo hanno fatto dopo aver vinto il titolo. Ma prima no, altrimenti la moralità è messa in discussione.

“Quest’anno colte e semplici” è la tiritera degli organizzatori. Addirittura, qualche anno fa, tutte le ragazze erano “costrette” a rispondere a una sorta di test d’intelligenza che influiva sul punteggio finale.

Proviamo a immaginare la cosa al contrario: prima di dare un Premio Nobel, gli organizzatori chiedono a tutti i “papabili” di mettersi in bikini. Poi vengono valutati per la loro bellezza estetica e questo punteggio influisce sull’assegnazione del premio. Sarebbe veramente buffo, no?

Province falcidiate

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È incredibile come i giornali a volte utilizzino parole forti per indicare questioni di normale amministrazione.

Dopo l’annuncio del governo per limitare (finalmente!) le province italiane, già i principali quotidiani italiani (Corriere e Repubblica in primis) si sbizzarriscono ipotizzando un’Italia con le province a macchia di leopardo. Sì, perché secondo i calcoli di Repubblica, ad esempio, la Liguria rimarrebbe con la sola provincia di Genova, perché tutte le altre tre (Imperia, Savona, La Spezia) hanno meno di 300 mila abitanti. Non è ovviamente dato sapere se, sempre secondo i giornalisti che hanno pubblicato la notizia, le zone con le province “falcidiate” rimangano senza provincia, lasciando un “hic sunt leones” sulla carta geografica.

L’ipotesi più probabile per spiegare l’abbaglio sembra l’uovo di Colombo: nessuno ha suggerito ai giornalisti che le province potrebbero essere unite tra loro. Oddio, che idea geniale!

Nel caso specifico della Liguria, quindi, semplicemente Imperia e Savona diventano una provincia unica (Savona, probabilmente, o magari Sanremo) per un totale di 500 mila abitanti. Nessun trucco, signore e signori.

Così si può andare avanti e scoprire che la provincia di Trieste, con i suoi 240 mila abitanti, potrebbe essere unita a quella di Gorizia (popolata da 140 mila persone) per fare un’unica “provinciona” di Trieste. Ecco che così i suoi 380 mila abitanti ritroverebbero la loro identità, senza nessun “addio a pezzi di storia“.

Pubblicare

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Per i ricercatori, la cosa più importante per dare credito al proprio lavoro, è avere delle pubblicazioni scientifiche.

Questo vuol dire scrivere un articolo, inviarlo a una rivista, farselo accettare tramite il meccanismo della peer review e finalmente vederlo pubblicato. Che poi l’articolo sia scritto da una sola persona o da tanti, la cosa è irrilevante: l’importante è pubblicare.

Non stupisce quindi la pubblicazione di Evidence for an anomalous like-sign dimuon charge asymmetry, firmata da più di 400 persone!

Falsi positivi su eMule

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eMule è un gran software per scaricare materiale di ogni tipo. Su eMule si trova davvero di tutto, anche se ultimamente la sua fama è notevolmente scemata a favore di soluzioni più pratiche come Megavideo o i vari siti di hosting di file.

Tuttavia il bello dell’amato muletto è che si genera automaticamente dalla rete, e non ha bisogno più di tanto di un ruolo attivo dell’utente: basta che una qualsiasi persona ottenga il file in qualche modo per innescare un circolo virtuoso che fa sì che il file si diffonda velocemente nella rete.

Tuttavia, uno dei grossi problemi di eMule è la grandissima quantità di falsi positivi. Se provate a cercare il titolo di un filmato qualunque su eMule, troverete tantissimi falsi positivi (solitamente porno) tanto più che il filmato è famoso in rete.

Tuttavia ci sono alcuni accorgimenti che possono aiutare a scegliere bene quale sia il file giusto.

Supponiamo ad esempio di voler scaricare un file video la cui durata è 135 minuti. Ora, cercando con eMule il titolo di quel video troveremo centinaia, se non migliaia di risultati. Il trucco sta quindi nello scegliere il video correttamente basandosi sul tempo, proprietà che il muletto inserisce in una colonnina del campo di ricerca. Scegliamo quindi i filmati che durano all’incirca il tempo cercato (2h15) e il gioco è fatto!

Trovare il petrolio

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Oggi post estremamente qualunquista.

In questi ultimi mesi ho ideato un sistema efficacissimo per trovare il petrolio, anche dove nessuno avrebbe immaginato potesse nascondersi. Basta procedere nel seguente modo:

  • Isolare la zona dove si vuole verificare la presenza dell’oro nero.
  • Creare dal nulla una nazione nel territorio selezionato.
  • Instaurare un dittatore sanguinario nella regione.
  • Attendere la rivolta della popolazione.

Una volta che la rivolta si è innescata, trarre il risultato è facile: se i media di tutto il mondo si interessano al dittatore, alle rivolte, ai morti, ecc. allora significa che il territorio contiene petrolio, altrimenti no.

Se inoltre gli Stati Uniti d’America si adoperano per scalzare militarmente il dittatore, allora significa che la quantità di petrolio è molto alta.

Ora non mi resta che brevettare questo sistema e diventare ricco.

Dimenticatoio – La grande sfida

Ogni tanto vago su Wikipedia e mi perdo via in giro per le pagine. Oggi mi è saltata all’occhio la pagina di Gerry Scotti e ho ri-scoperto un programma che adoravo quando ero bambino. Si chiamava “La grande sfida” ed era una sorta di clone di “Scommettiamo che… ?” di casa Mediaset. In entrambe le trasmissioni i concorrenti dovevano superare prove difficilissime, l’unica differenza è che nel programma di casa Mediaset i concorrenti si sfidavano in due, mentre su RaiUno il protagonista dell’impresa era da solo e doveva semplicemente superare la prova.

Per i più nostalgici, questa è la sigla.

Touch? No, Swype!

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Quando si scrivevano gli SMS usando le letterine disegnate sui tasti, di certo nessuno poteva pensare che con i 12 tasti del cellulare si sarebbero potute oltrepassare le frontiere del tocco multiplo su un tasto per poter fare la terza lettera. E invece ci siamo sbagliati, e il T9 ce l’ha dimostrato.

Ora, nell’epoca dei touch screen in cui ormai sia l’uno che l’altro metodo stanno diventando obsoleti, nessuno potrebbe immaginare qualcosa di più comodo rispetto alla tastiera a schermo cui Apple prima e tutti gli altri dopo ci hanno abituati.

Invece ecco spuntare Swype, un nuovo brevetto americano che prevede, come dice il nome, una strisciata per scrivere una parola. Secondo le statistiche (loro), dopo un po’ di allenamento si raggiungono 40 parole al minuto, pur sempre sotto alla tastiera tradizionale, ma molto meglio dei touchscreen attuali.

Il leone si è addormentato

Lion

Come ogni Mac addicted che si rispetti, appena è uscita la nuova versione del sistema operativo Apple non ho saputo resistere e l’ho comprato-scaricato-installato.

Tuttavia, come ogni Mac addicted razionalmente sa, ogni volta che esce un nuovo prodotto Apple bisogna sempre stare attenti agli inevitabili problemi che purtroppo esistono e regolarmente vengono scoperti solo successivamente al rilascio.

Nel mio caso mi sono scontrato con tre di questi, di cui due già felicemente risolti.

  • Nel tentativo di creare un network wireless con l’apposita opzione “Crea network” mi viene restituito un fantomatico “Errore di connessione”. Soluzione semplice ed efficace: da questa versione l’ESSID della rete creata non può contenere spazi, ma deve avere un nome informaticamente sensato.
  • Le presentazioni di Keynote non funzionano più a schermo intero con la scheda video “figa” (mentre paradossalmente funzionano con quella integrata). Soluzione: aggiornare iWork alla versione 9.1 tramite l’Aggiornamento Software di Mac OS X.
  • Disk Utility non riconosce più i CD e DVD riscrivibili. Pur leggendoli regolarmente, non riesce più a cancellarli. La relativa opzione “Inizializza” è infatti vuota e nelle informazioni viene visualizzato “Sola lettura”. Questo problema, pur non avendo allo stato attuale delle mie conoscenze una soluzione efficace, può essere aggirato tramite l’utilizzo di un software di terze parti, come Roxio Toast.

Detto questo, Lion è davvero un ottimo sistema. Forse, però, sarebbe stato meglio aspettare qualche giorno per aggiornare.

Integrare i vostri font nelle pagine web

Spesso i programmatori di pagine web si scontrano contro l’annoso problema dei font, ovvero gli stili di carattere. I clienti, infatti, sono spesso stufi dei soliti Tahoma, Verdana, Arial, Times e via dicendo, ma si lanciano in sfide all’ultimo font pretendendo che le loro pagine siano diverse da quelle degli altri.

Ebbene, finalmente il mondo potrà assaporare tutta questa miriade di caratteri tipografici relegati alla stampa per decine di anni. Il nuovo standard CSS3 prevede infatti un comando @font-face, che permette di includere direttamente il file TTF.

Ovviamente i problemi sorgono quando si utilizza Internet Explorer, ma in aiuto arriva Cufón, un piccolo javascript che colma questa lacuna.

Provare per credere.

Neubot 0.4

Finalmente è uscita, dopo tanto lavoro di Simone Basso del centro Nexa di Torino (e anche dopo un pochino di lavoro mio), la versione 0.4 di Neubot, il software che permette di tenere monitorata la neutralità della propria rete (domestica o aziendale che sia).

Due sono le principali novità “visibili” per gli utenti: il test bittorrent e l’interfaccia web in italiano.

Volete provarlo? Andate sul sito di Neubot!